A passo di Marcia contro lo “spauracchio” del terremoto

VENARIA REALE (TO) – Con il “Concerto di Solidarietà per l’Emilia” i cittadini hanno dimostrato il loro affetto ai connazionali di Concordia (di Annamaria Cicchetti)

E’ proprio il caso di dirlo: a passo di Marcia, ma quella musicale, la cittadinanza di Venaria Reale in provincia di Torino, con “Concerto di Solidarietà per l’Emilia”, ha dimostrato il suo affetto ai connazionali di Concordia sulla Secchia in provincia di Modena, raccogliendo fondi in piazza dell’Annunziata.
Il I centro di Mobilitazione C.R.I. di Torino, comandato dal Maresciallo Capo Ignazio Schintu, alla richiesta del Maestro Paolo Mazza, che ha lanciato l’idea, di creare un grande spettacolo musicale con la formazione di una “Grande Orchestra di Fanfare”, al suo responsabile per la Fanfara Intercomponente, S.Ten. Paolo Garnerone, il quale, di rimbalzo, l’ha indirizzata alla sua catena di Comando, ha immediatamente accettato il progetto.
In questo periodo di “crisi”, le note marziali e briose hanno offerto uno spettacolo tale che ha contribuito ad alzare il valore del “gruzzoletto”, il quale è stato consegnato al Sindaco Marchini Carlo, presente all’evento ed hanno permesso ai capi fanfara e ai componenti dei complessi musicali, che vi hanno preso parte, di posare la prima pietra per un’importante collaborazione tra le Forze Armate, le Forze di Polizia e i Corpi Ausiliari dello Stato, in ambito di Musica con le Stellette.
E già, perché per l’evento la Croce Rossa Italiana del Piemonte ha cercato e trovato immediatamente una sponda attenta ed entusiasta nella Brigata Alpina Taurinense che, partendo proprio dal Maestro della Fanfara e dal Magg. Mario Renna fino al Comandante Generale Ranieri, ha messo a disposizione di questa nuova esperienza musicale le professionalità ed il supporto delle strutture, concesse grazie all’impegno del Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici nel quale è inquadrata la Fanfara, Ten.Col. Pasquale Cersosimo.
Il personale in servizio della Fanfara alpina Taurinense, agli ordini del Maresciallo Calandri, ha poi fatto il resto, dando il massimo supporto professionale per la realizzazione del progetto ed un’ospitale oltre che umana collaborazione attiva durante le prove che si sono svolte nella Caserma Monte Grappa di Torino, permettendo di riportare alla memoria di alcuni colleghi della Fanfara Intercomponente del I Centro di Mobilitazione, già alpini, i piacevoli momenti della naja vissuti in Taurinense.
Due bacchette amiche, due direttori uniti dalla passione per la Musica Militare, due uomini: soldato in armi l’uno e riservista l’altro, professionisti nell’Arte, che nel loro animo hanno un forte rispetto per l’Istituzione per cui lavorano, hanno coordinato, coadiuvando circa 80 elementi, dalle più svariate caratteristiche tecniche.
Facile lo è per chi quotidianamente si mette a confronto con una grande realtà, come la Banda dell’Esercito o per un’altra Banda di altra Forza Armata o Forza di Polizia, un po’ meno per chi lo deve fare in 48 ore.
Ne è valso il duro impegno dell’uno e dell’altro, perché i risultati sono stati entusiasmanti: non sono mancate le testimonianze di stima da parte del pubblico del Nord sempre critico, soprattutto nella formalità.
Paolo Mazza, classe 1964, direttore d’orchestra e compositore ligure, già vice capo musica della Banda musicale della Brigata Meccanizzata “Cremona” durante il servizio di leva e Marco Calandri, cunense, classe 1972, maresciallo dell’Esercito italiano, specialità Alpini, compositore e Capo Musica della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense, nel 2004, casualmente si incontrano per un progetto del Comando Esercito di Firenze che vide la costituzione “ex-novo” e temporanea di una Fanfara Taurinense “bis” composta esclusivamente con musicisti selezionati da personale riservista dell’Esercito e ne nasce una lunga amicizia, intensa anche di scambi di professionalità, che li ha visti alternarsi sul podio, coronando così un bel sogno.

“Quando nel 2004 venni chiamato a costituire quell’Ensemble di Riservisti così tanto desiderato – racconta il Maresciallo Calandri – mi sembrò proprio un inizio ed un’apertura importante a qualsiasi tipo di collaborazione musicale di qualità ed oggi ne ho un’ulteriore conferma. Da allora, molto spesso la Taurinense ha potuto fruire di professionalità musicali specifiche che hanno permesso di impostare un lavoro funzionale ed attento, ma soprattutto mirato ai canoni strutturali delle grandi Istituzioni orchestrali. Le collaborazioni come quella di oggi sono un ulteriore esempio di quante potenzialità possa avere la Musica Militare in questa direzione sia in termini artistici, sia in riscontro di pubblico”.
“Il coinvolgimento sul palco è stato il medesimo che si è trasmesso e percepito tra gli ascoltatori che attenti, hanno fatto quadrato attorno a noi che rappresentiamo in divisa le Istituzioni. Per me inoltre è stato bello constatare l’approccio umano all’attività sia dei “miei” Alpini, sia di tutti i ragazzi volontari della Croce Rossa che hanno saputo interagire tra loro con tanta naturalezza e freschezza in così poco tempo, segno di un desiderio di “cose fatte bene” come hanno ben sottolineato Armanda e Lucetta, le nostre presentatrici. La Musica poi, ha fatto il resto”, conclude il Maresciallo Calandri.

Durante le prove si è vissuto un momento di alta formazione: da una parte l’esperienza del soldato che deve chiedere e pretendere, oltre alla musica, anche lo stile formale, dall’altra parte l’esperienza musicale di chi ha l’obbligo di incastrare le regole, quelle militari e quelle civili.
Insomma un duo, un connubio che ha trovato la strada giusta per amalgamare due “complicati” mondi: quello con le rigide regole del Ministero della Difesa e quello, seppur militarmente organizzato, della Croce Rossa Italiana nella sua componente del Corpo Militare, che, per alcuni versi, si avvicina al mondo civile, dipendente oltre che dal Ministero della Difesa anche dal Ministero dell’Interno.

“Senza dubbio penso di poter dire che oggi, grazie al lavoro di tanti, abbiamo raggiunto un ottimo risultato percepibile sotto vari aspetti – ha risposto il Maestro Mazza, alla richiesta delle sue impressioni sull’esperienza vissuta a Torino – primo tra tutti la condivisione di intenti, professionalità ed esperienze tra due ensemble amalgamati in un’unica grande formazione per la prima volta nella nostra storia. Inoltre la possibilità di creare un grande evento che, grazie allo spirito di solidarietà, ci ha permesso di trasmettere tutte, o almeno in gran parte, quelle energie che l’organico della Banda sa comunicare costruendo un repertorio ad hoc per questa importante occasione che ci è stato riconosciuto ampiamente dagli applausi del pubblico”.
“La mia personale speranza – continua Paolo Mazza – è che ciò che è accaduto oggi possa essere, magari in minima parte, da sprone per far sì che altri eventi simili nascano e si diffondano nella nostra Musica Militare Italiana”.

Ed anche la scelta del programma musicale evidenzia il risultato dell’attento lavoro svolto negli anni.
Inno della Croce Rossa di Leoncavallo e Fieri Alpini 33 di Travè hanno aperto il concerto, di seguito Bonsoir Mes Amis, La Marcia di Marco Calandri, Moment For Morricone, durante il quale si sono distinti negli assoli il caporal maggiore Gabriele Gunetti alla tromba e il caporale Andrea Bracco alla cornetta, tocco d’eleganza il suono del woodblock, (dall’inglese blocco di legno, è uno strumento a percussione appartenente al gruppo degli idiofoni, nda) rappresentante il galoppo, magistralmente interpretato dal caporal maggiore scelto Riccardo De Giacomo, conclude la prima parte del concerto, diretto dal Maestro Marco Calandri un ritmato e conosciuto pezzo degli Abba, Abba Gold, protagonista alle percussioni Fabio Berta, già alpino Tau nel periodo 2004-2007 e oggi nella Fanfara Intercomponente della Croce Rossa, al basso elettrico, invece, il caporale maggiore scelto Antonello Cicatelli.
Diretti dal Maestro Mazza, le classi delle percussioni, dei fiati, dei tromboni e delle trombe per non dimenticare i flauti si sono sbizzarriti in un suo arrangiamento di Pirati dei Caraibi Selection di Badelt durante il quale si è ascoltato il protagonismo della sezione dei corni guidati dal Caporal Maggiore Scelto Massimo Bianco e da Cristina Elia per la Fanfara C.R.I., Danza Ungherese n. 5 di Brahms e in Concerto d’Amore di De Haan.
Con Marcia dei Cuscrijtt Piemunteis di Cuconato e l’Inno Nazionale, i brani conclusivi, le due Fanfare, cimentandosi anche nel canto, hanno sugellato un sodalizio e non solo. Aver mantenuto il suono pulito e costante durante tutti i brani del concerto è stata la prova che progetti simili possono solo che far bene al nostro Paese, donando quella “dignità” di italiani che la classe politica, agli occhi del mondo, ci sta strappando di dosso.

Insomma, un esperimento musicale da ripetere e soprattutto da portare al cospetto della porta carraia di altre Specialità militari e civili e non perché gli Alpini e la Croce Rossa hanno quel valore aggiunto ma perché è proprio a passo di Marcia che si ricostruisce quello che qualsiasi terremoto è pronto a distruggere.

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