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MondoBande.it - La banda musicale fa notizia

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Autore Discussione: E qualche filarmonica si autotassa per sopravvivere  (Letto 1930 volte)
vittorio
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« inserito:: 11 Settembre 2009, 20:02:32 »

Tratto da "La Stampa" di oggi 11/09/2009

Arriva la banda, arriva la banda, coi suonator, coi suonator. Oh Caterina, Caterina che batticuor» - cantava una celebre canzone del 1942.

Oggi invece le palpitazioni vengono ai maestri di banda e ai musici. Il budget erogato dalla Regione per finanziare le associazioni bandistiche è striminzito, il disegno di legge che avrebbe dovuto riconoscere il settore per ottenere delle agevolazioni è sfumato con il vecchio Governo. E il piatto piange. Qualche banda pensa di sciogliersi. Altre riducono drasticamente la loro attività concertistica e di educazione musicale. Altre ancora sopravvivono grazie agli sponsor. Insomma: tempi durissimi per le filarmoniche.

«Anche se la Provincia, che gestisce i finanziamenti erogati dalla Regione, nell’ultimo anno ha aumentato un pizzico i fondi» ammette Ezio Audano, il presidente regionale dell’Anbima, l’associazione nazionali delle bande musicali che, sul territorio nazionale, raggruppa circa 1500 formazioni e 65 mila soci. «Oggi ci arrivano circa a 150 mila euro. Ma nel 2007 erano 100 mila. Due anni prima, quando la crisi era ancora lontana, la cifra erogata era di 200 mila». Di questo e di altro si parlerà nel convegno «Le bande musicali, risorsa educativa e sociale sul territorio», che si svolge domani al teatro della Concordia di Venaria Reale, a partire dalle 15. Un incontro al quale parteciperanno esperti nazionali del settore e gli assessori regionale e provinciale alla Cultura, Gianni Oliva e Ugo Perone.

«Una banda percepisce in media, dalla Regione, dai 2 mila ai 2600 euro per pagare un maestro che tenga 200 ore di lezione - spiega ancora Audano - In pratica il professionista guadagna 11 euro netti l’ora, una miseria. Per questo, molto spesso, si basa tutto sul volontariato. Se la fanfara è di un paese “riccoâ€, può disporre di qualche somma stanziata dalle amministrazioni locali» Altre volte, invece, può capitare come a Volpiano, dove la Filarmonica per sopravvivere si autotassi. I 250 soci mettono mano al portafoglio, se e quando serve. E talvolta ricorrono anche a degli sponsor. Motivo? Gli strumenti musicali costano, e cari. E un ragazzino che si avvicina alla banda spesso costringe i genitori a pagare fior di soldi: e talvolta è necessario intervenire come sodalizio. Perché uno strumento, anche soltanto per imparare, può costare da 300 a 1000 euro. E non basta.

I fondi per la «Gestione dell’attività della musica popolare» nel Torinese aiutano bande e cori con circa 1000 euro l’anno. Servono per finanziare progetti mirati. «L’ultima tranche, però, è stata di appena 750 euro» riflette ancora Audano. Che incalza: «Questo è un male perché, soprattutto negli ultimi anni, si è registrata una crescita qualitativa del mondo bandistico che non è più visto solo come una banda di suonatori da zumpa-zumpa». La pensa così anche Lorenzo Pusceddu, compositore ed esperto a livello nazionale di musica bandistica. Sentenzia: «Nelle fanfare che ancora sfilano per i paesi, suonano ottimi elementi. E questo specialmente in Piemonte in Calabria e in Friuli».

Ma con o senza buoni suonatori i soldi non ci sono. La banda di Rivarolo grazie ai contributi sborsati dal Comune ha organizzato corsi per 180 bambini delle elementari. «Ma non sempre va bene» dice il presidente Clemente Ferrero. Che ricorda: «Per mancanza di soldi siamo anche stati costretti rinunciare ad alcuni concerti fuori città».
 

a voi i commenti

Vittorio
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« Risposta #1 inserito:: 11 Settembre 2009, 22:47:12 »

Niente di nuovo sotto il sole...Qua da noi è anche peggio: Contributo assegnato dalla Provincia per il 2008 € 453,00 ed ancora da incassare...
Mah!
Suoniamo che ci passa!
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« Risposta #2 inserito:: 12 Settembre 2009, 00:05:09 »

Signori, ma vi rendete conto cosa sta succedendo in Italia?

Ma quanti di voi sono ancora disposti a tirà a campà in questo modo...possibile che tutti, anche chi non lavora in un certo modo, prende uguale come chi lavora con dedizione e profesionalità...dov'è la meritocrazia?
Possibile che siamo sempre a fare la guerra dei poveri, dove ci sono dei musicisti-insegnanti d'eccellenza e devono esser pagati come neanche una colf (senza offesa per le colf)...

Io domani a questo convegno ci sarò di sicuro...ma credo che bisognerebbe veramente pensare in maniera collettiva, a livello nazionale...e basta guardare solamente i propri interessi artistici, economici, e perchè no...anche le mentalità diverse...siamo troppo diversi già solamente cambiando provincia o regione...possibile che ci sono tante associazioni che dicono dicono dicono....ma dal governo centrale, nessuno che da delle risposte concrete per far crescere le bande...perchè ci chiamano ancora bande folkloristiche? Io sono e mi reputo un musicista, magari non eccelso e sopraffino, ma comunque, musicista...eppure ci mettono allo stesso livello artistico di uno sbandieratore, majorette o trampoliere...la banda è un'altra cosa....credo!!!

Scusate lo sfogo.

MAX
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« Risposta #3 inserito:: 12 Settembre 2009, 07:51:09 »

Bravo Vittorio, che hai stanato questo articolo.
Due spunti, peraltro già ripresi da Graziano e Max:
- I finanziamenti: da noi, nella "ricca" Lombardia, i contributi regionali sono ben 350 Euro all'anno per la formazione organizzata da varie realtà musicali tra le quali anche le Bande, cioè per i Corsi di Musica (sic!). Ergo: tutto il mondo è paese, ed i politici miopi sono una realtà costante. In più, quando questi devono decidere su argomenti che non conoscono, non fanno riferimento a chi si sporca le mani quotidianamente e conosce a fondo l'argomento: no, si nominano consulenti su cui preferisco non esprimermi... e pensare che di veri esperti in Direzione, in Didattica, in Propedeutica, in Fiscalità ecc., con competenze universalmente riconosciute (anche all'Estero), ne abbiamo, e ne facciamo pure i nomi e li proponiamo nelle varie sedi Istituzionali, ma...
- Come vengono distribuiti i finanziamenti: e qui ha ragioni da vendere Max. BASTA CON I FINANZIAMENTI A PIOGGIA !!!!! E' ora che si premino i gruppi che lavorano sodo, seriamente, che ottengono buoni risultati. Ciò non significa "eliminare" gli altri gruppi, anzi: bisogna mettere a loro disposizione tutti quegli strumenti necessari per crescere, poichè ogni Banda è un patrimonio storico, culturale, sociale da conservare. Però personalmente ritengo che sia giusto farlo solo se questi sono disposti a lavorare per migliorarsi. Altrimenti, amici come prima, ma senza pretendere di essere equiparati a chi invece lavora seriamente.
Infine: trovare una linea comune a livello nazionale.
Come TP ci stiamo provando, ma non nascondo le difficoltà. Agli "alti" livelli vengono privilegiati discorsi che con la Musica nulla hanno a che fare. Inutile dire che non ti ascoltano, nonostante si portino esperienze ed idee concrete, che servono veramente. E basta che qualche "cortigiano" di turno prometta un piatto di lenticchie, ed ecco che compaiono quelli più "furbi", quelli che difendono veramente le loro Bande, che rompono l'unità di intenti per avantaggiare (così credono) il loro micro territorio a discapito del discorso generale. E ditemi come possiamo far crescere il nostro ambiente in queste condizioni...
Scusate lo sfogo, ma quando ci vuole ci vuole...
Ciao, Giorgio
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« Risposta #4 inserito:: 12 Settembre 2009, 09:49:00 »

E' una discussione molto interessante, condivido gran parte di quanto scritto sopra, ho la fortuna di suonare in un'associazione molto attiva che spesso ha ricevuto fondi pubblici per finanziare i propri progetti (Regione Lombardia, Provincia di Milano, Camera di Commercio) e anche da altri enti (Fondazione Cariplo), tuttavia il vento può cambiare improvvisamente e infatti proprio quest'anno abbiamo dovuto annullare il nostro biennale festival bandistico internazionale complice il cambio di provincia (Monza Brianza non aveva ancora costituito un fondo da destinare ad iniziative culturali locali) e il "nisba" ricevuto dagli altri enti, tengo a precisare che la procedura di richiesta fondi è stata la medesima delle altre edizioni; alla fin della fiera abbiamo organizzato una manifestazione di tono minore con il solo contributo del nostro Comune.

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« Risposta #5 inserito:: 12 Settembre 2009, 09:54:22 »

...dov'è la meritocrazia?

....ma dal governo centrale, nessuno che da delle risposte concrete per far crescere le bande...

Penso che sia inutile continuare ad illudersi in un aiuto "nazionale", qualcuno mi può spiegare come funziona questo Tavolo Permanente? soprattutto a chi fa riferimento a livello istituzionale? Insomma chi dovrebbe darci ascolto??
Tutti speriamo nella meritocrazia, ma quando ci sono di mezzo i soldi chissà com'è vanno a finire sempre dalla parte sbagliata...
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« Risposta #6 inserito:: 12 Settembre 2009, 10:00:10 »

Ricordo che qualche anno fa avevo collaborato e partecipato nella mia Regione di riferimento (Emilia-Romagna) a un gruppo di lavoro misto tra funzionari della Regione ed esperti bandistici, per l'individuazione dei livelli di merito riguardo all'assegnazione di contributi pubblici dell'Ente Regionale in ambito bandistico.
Tali livelli costituivano il prontuario di riferimento per la gestione dei fondi assegnati e stabiliti da una Legge Regionale sulle attività bandistiche, a quel tempo approvata ed entrata in vigore, uno dei primi casi in Italia.
I criteri erano pochi ma semplicissimi: attività della banda, attività della Scuola di Musica annessa o di Orientamento Musicale (con numero di allievi, suddivisione delle classi strumentali e verifica annuale dello stato di funzionamento e rendimento).
In questo modo molto semplice, in base alla natura, all'indirizzo culturale e didattico del Corpo Musicale, si poteva avere un'idea piuttosto precisa del suo impatto e radicamento nel rispettivo territorio, e del ruolo didattico, musicale e sociale che la banda meritava.
In parole povere, si riusciva a distinguere e a evidenziare presso l'Ente erogatore, livelli di merito che in pratica favorivano quelli che facevano attività territoriale di promozione vera e continuata della musica bandistica, rispetto (ad es.) alle realtà di scuole private musicali pseudo o fasulle che impropriamente cercavano accesso a quei fondi riservati alla bande (oppure rispetto anche a quelle bande che mancavano totalmente di scuola e di volontà di promozione didattica, es. i "tombaroli" da 100 funerali l'anno, per capirci e per...ehm...toccarci....).
Questo avrebbe dovuto essere un modello di partenza per razionalizzare, e magari arrivare a parlare di classificazioni, repertori, assegnazioni di fondi "a progetto" etc etc.......
A quell'epoca, almeno a livello legislativo regionale, l'Emilia Romagna fu punto di riferimento, insieme alla Sardegna, per le altre regioni, poichè furono le prime ad avere una vera legge "ad hoc" sull'attività bandistica.
Purtroppo (in quel caso) l'evoluzione si è bloccata, devo dire, non solo per colpa dell'Ente Pubblico regionale, che pure gradatamente ha lasciato scemare l'interesse ed è tornato a forme di contribuzioni sporadiche e non  razionalizzate, oltre che sempre più ridotte....ma purtroppo anche per i forti dissidi e le divisioni interne ai gruppi di lavoro associativi e ai responsabili regionali delle bande stesse, ognuno intento ai suoi personalismi e alla coltivazione del suo (misero) "orticello".
Questa è la situazione purtroppo, ma ragionando sulle cose e con la volontà di perseguire intenti comuni, le basi tecniche e le competenze sarebbero ben chiare e darebbero frutti a medio e lungo termine.
Purchè si remi nella stessa direzione.
« Ultima modifica: 12 Settembre 2009, 10:07:55 da Titano » Registrato

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« Risposta #7 inserito:: 12 Settembre 2009, 10:32:17 »

...dov'è la meritocrazia?

....ma dal governo centrale, nessuno che da delle risposte concrete per far crescere le bande...

Penso che sia inutile continuare ad illudersi in un aiuto "nazionale", qualcuno mi può spiegare come funziona questo Tavolo Permanente? soprattutto a chi fa riferimento a livello istituzionale? Insomma chi dovrebbe darci ascolto??
Tutti speriamo nella meritocrazia, ma quando ci sono di mezzo i soldi chissà com'è vanno a finire sempre dalla parte sbagliata...

Sul TP deve rispondere Gizeta.
Io posso dare una mia breve impressione sullo stato dell'associazionismo bandistico visto da occhi esterni.
Mi pare che il Tavolo Permanente sia il tentativo (lodevole) di dare coordinamento e indirizzo di attività nazionale a buona parte delle Associazioni regionali o di zona, nate in alternativa (e a volte in forte dissidio e contrapposizione) rispetto a quella che prima era l'unica Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome (ANBIMA).
La forma originaria di tale arcipelago associativo e del TP, e le forti comtrapposizioni con i "cugini" di parte ANBIMA, danno l'idea delle difficoltà e dei contrasti di azione e competenza presso gli Enti pubblici vari (Locali e Stato) in quanto ci si presenta purtroppo davanti ai riferimenti istituzionali già divisi negli intenti e quindi deboli sulle piattaforme di rivendicazione (scusate la terminologia sindacale).
Urgerebbe, per il bene di tutti, che tutte queste associazioni, o almeno i due "blocchi" principali, ANBIMA da una parte e TP dall'altra, trovassero una visione comune o almeno facessero un patto di non belligeranza per portare avanti insieme almeno il minimo delle istanze prioritarie e necessarie per la vita delle bande musicali.
Ma tra il dire e il fare....bisogna prendere il traghetto.
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« Risposta #8 inserito:: 12 Settembre 2009, 12:02:33 »

E tra le forme associative ho dimenticato Assomusica.....scusate il lapsus ma "dall'estero" non siamo perfettamente aggiornati sullo stato di questa Associazione, che fine (o inizio) ha fatto, che fa?
Nel caso sarebbe da aggiungere un posto al tavolo della concertazione sul da farsi......il traghetto ha un tratto lungo da fare in mare aperto!
« Ultima modifica: 12 Settembre 2009, 13:54:04 da Titano » Registrato

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« Risposta #9 inserito:: 13 Settembre 2009, 06:07:32 »

Agguingo un pezzo in più, riassumendo con qualche mia considerazione un commento di Giorgio Pestelli pubblicato su La Stampa.

"Sulla vita musicale italiana, già afflitta da una endemica ignoranza di base, si abbatte come ulteriore discesa la notizia dei finanziamenti negati alle bande musicali che operano nei nostri comuni.
Questo è un grave segnale d'incultura e inciviltà, perchè la banda ogggi è l'ultimo avamposto in cui chi ama la musica la impara e la suona direttamente, e la fa assieme agli altri in una vita di gruppo che educa alla civile convivenza: per questo motivo musicisti come Petrassi e Berio non perdevano occasione per ragguingere piccoli comuni e presiedere e sostenere concorsi e manifestazioni bandistiche.
Personaggi cone A.Vessella, direttore della banda Comunale di Roma, aveva anche alzato la banda a dignità artistica.
Un tempo non lontano il Fondo Unico per lo Spettacolo sosteneva i Comuni che avevano difficoltà a mantenere le loro bande e trovo inspiegabile che proprio li sopra vadano ad accanirsi con le sforbiciate che tanto si adatterebbero alla pacchianeria di certi Festival....."
Molti giovani avvicinano nella trscrizione per banda capolavori musicali che non li avrebbero mai raggiunti....
E che cos'è un paese senza il colore e il calore che sa donare la banda? fateci caso; basta sentirla da lontano e la gente apre le finestre e si mette ad accompagnarla.
Signori Governanti: spegnere questo spettacolo spontaneo è cosa tristissima e indegna di un Paese civile.
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« Risposta #10 inserito:: 13 Settembre 2009, 09:41:27 »

Agguingo un pezzo in più, riassumendo con qualche mia considerazione un commento di Giorgio Pestelli pubblicato su La Stampa.

"Sulla vita musicale italiana, già afflitta da una endemica ignoranza di base, si abbatte come ulteriore discesa la notizia dei finanziamenti negati alle bande musicali che operano nei nostri comuni.
Questo è un grave segnale d'incultura e inciviltà, perchè la banda ogggi è l'ultimo avamposto in cui chi ama la musica la impara e la suona direttamente, e la fa assieme agli altri in una vita di gruppo che educa alla civile convivenza: per questo motivo musicisti come Petrassi e Berio non perdevano occasione per ragguingere piccoli comuni e presiedere e sostenere concorsi e manifestazioni bandistiche.
Personaggi cone A.Vessella, direttore della banda Comunale di Roma, aveva anche alzato la banda a dignità artistica.
Un tempo non lontano il Fondo Unico per lo Spettacolo sosteneva i Comuni che avevano difficoltà a mantenere le loro bande e trovo inspiegabile che proprio li sopra vadano ad accanirsi con le sforbiciate che tanto si adatterebbero alla pacchianeria di certi Festival....."
Molti giovani avvicinano nella trscrizione per banda capolavori musicali che non li avrebbero mai raggiunti....
E che cos'è un paese senza il colore e il calore che sa donare la banda? fateci caso; basta sentirla da lontano e la gente apre le finestre e si mette ad accompagnarla.
Signori Governanti: spegnere questo spettacolo spontaneo è cosa tristissima e indegna di un Paese civile.

E sarebbe anche ora di aggiornarsi.......caro Dott. Pestelli, con il dovuto rispetto a Lei da uno che ci ha passato la giovinezza sui suoi libri e su quelli dei suoi illustri colleghi storici e musicologi.
Per favore, togliete quegli aggettivi e quelle colorature dalla definizione di "banda".
Aggiungete un cassetto all'armadio della vostra magnifica conoscenza, e andate a vedere cosa fa e può fare un'orchestra di fiati, OGGI, e quali strutture didattiche oltre i Conservatoiri possono coesistere e aggiungere sapere colto, non spontaneo dall'oggi al domani, ma costruito con fatica, e suonare repertori inediti e originali.
Perchè definire "spontaneo" e "di colore" è già porgere a quelli lassù la guancia per lo schiaffone di grazia.
Bastano le parole "volontario" e "spontaneo", per sentire già il tintinnìo delle forbici pronte a tagliare i fondi, perchè il loro crudo e cinicamente politicante ragionamento è: "tanto questi lo fanno per passione, qualche strombazzata in piazza e Il Piave ai Caduti li suoneranno sempre e gratis".
Eh no, non ci siamo e non ci stiamo, è proprio qui che serve aiuto, prima a capire cosa veramente può fare la cultura delle bande oggi, eppoi a sentirci/sentirvi finalmente dire (da loro lassù): "Bravi! Allora cosa-quanto vi serve?", e non le elemosine da lavavetri di strada......
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« Risposta #11 inserito:: 13 Settembre 2009, 10:35:29 »

Il problema principale è che in Italia purtroppo la parola Banda è sinonimo di festa,  di allegria, di domenica del villaggio, e così via.
Sino a quando, credo mai, i nostri più alti rappresentanti non faranno capire, non so in che modo, ai politici di turno che la Banda è anche altro continueremo a parlare sempre delle stesse cose, degli stessi problemi senza purtroppo venirne fuori.

p.s.
vedi per esempio il problema dei precari;
altro che Bande Musicali in tutti gli ordini scolastici, qui hanno mandato tutti a casa!
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« Risposta #12 inserito:: 15 Settembre 2009, 07:47:04 »

Titano, ci siamo già sentiti telefonicamente, ma dopo il tuo ultimo intervento ti invito a cena !
Bravo Vittorio che trovi questi pezzi di giornalismo a noi dedicati, ma le considerazioni di Titano sono da antologia !

Per James: il caso vuole che il sottoscritto sia, immeritatamente, il coordinatore nazionale del TP. Ci siamo costituiti legalmente quest'anno, dopo avere operato per anni come semplice coordinamento delle Federazioni bandistiche locali. Non facciamo la guerra a nessuno, non ci poniamo in contrapposizione con gli "altri": semplicemente abbiamo visioni diverse sull'essere "Banda". Certo, sarebbe una gran bella cosa se su alcuni punti vitali si raggiungesse un minimo denominatore comune, ma siamo ancora lontani da tale realtà, non essendoci dialogo. Anzi, non si perde occasione per denigrare gli altri. Ma questo è un altro discorso.
Allo stato attuale il Presidente del TP è il Presidente della Federazione Sarda, Maria Concetta Vacca. Ci poniamo come soggetto di confronto e di dialogo con le Istituzioni tutte, restando aperti ai contributi e alle idee di tutti. Non abbiamo poltrone da difendere, quindi non ci interessano i giochini di potere.
Per il resto, se vuoi contattami personalmente e ne parliamo un pò.
Altre info su www.tavolopermanente.org

E per Pippo: hai ragione, fino a quando non riusciremo a far capire cosa è veramente la Banda a chi di dovere la vedo dura. Ma è pur vero che dobbiamo ancora farlo capire a tanti direttori, presidenti, Bande stesse. Perchè parliamoci chiaro, c'è chi lavora seriamente e chi no. E i fondi a pioggia sono una vera disgrazia.
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« Risposta #13 inserito:: 15 Settembre 2009, 09:35:27 »

hai ragione, fino a quando non riusciremo a far capire cosa è veramente la Banda a chi di dovere la vedo dura. Ma è pur vero che dobbiamo ancora farlo capire a tanti direttori, presidenti, Bande stesse. Perchè parliamoci chiaro, c'è chi lavora seriamente e chi no. E i fondi a pioggia sono una vera disgrazia.
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« Risposta #14 inserito:: 15 Settembre 2009, 14:16:31 »

Ci poniamo come soggetto di confronto e di dialogo con le Istituzioni tutte, restando aperti ai contributi e alle idee di tutti. Non abbiamo poltrone da difendere, quindi non ci interessano i giochini di potere.

Grazie, è un ottimo punto di partenza, tienici aggiornati se dovessero esserci novità!
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