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Autore Discussione: MASTERCLASS DOUGLAS BOSTOCK A COLLEGNO  (Letto 2130 volte)
vittorio
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« inserito:: 25 Ottobre 2009, 06:39:25 »

Apro questo topic per tutti coloro che hanno avuto la fortuna e sopratutto il coraggio di mettersi in gioco e alla prova ieri con il M°Bostock.
Si attendono commenti.
Da parte mia lo rifarei anche subito. Felice
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Pippo D'Amico
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« Risposta #1 inserito:: 25 Ottobre 2009, 10:37:30 »

Visto che tu eri presente facci partecipi dell'incontro!
Quali brani avete studiato, quali sono stati i suggerimenti e gli insegnamenti del grande Direttore ecc. ecc.
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Pippo D'Amico
maxtrumpet
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W la Banda


« Risposta #2 inserito:: 25 Ottobre 2009, 17:53:36 »

Il grande Douglas Bostock, ha orientato la sua lezione sulle due suite di Holst.
Innanzitutto, ha cominciato dicendo che nessun direttore non si può permettere di non avere in casa questa musica, perchè sarebbe come se un prete non avesse in casa la bibbia!!!
Le edizioni più attendibili sono quelle di Colin Matthews e le suite di Holst sono da paragonare ai "classici" orchestrali come Mozart, Beethoven, Brahms....
Tutti i direttori di banda devono conoscere le Suite nell'aspetto sia formale che di orchestrazione, perchè ne vale per qualsiasi altro brano che successivamente ogni direttore ci si avvicina...mentre dirigevamo il nostro movimento scelto, tra le due suite, lui spiegava la sua interpretazione musicale, come tempi, colori e trasparenze....e tutte le indicazioni gestuali inerenti alla direzione, sopratutto correggendoci la postura....insomma sicuramente molto istruttivo!!

MAX
« Ultima modifica: 25 Ottobre 2009, 17:57:48 da maxtrumpet » Registrato
Pippo D'Amico
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« Risposta #3 inserito:: 25 Ottobre 2009, 18:12:42 »

....vedi?
Gira gira tutto è inperniato su queste due Suites!

p.s.
mi riferisco ad alcuni post pubblicati in altri argomenti!
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Pippo D'Amico
Marina
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« Risposta #4 inserito:: 25 Ottobre 2009, 20:08:49 »

E' già Pippo... eppure credo che ci vorrà ancora del tempo prima che si vada a considerare il repertorio per fiati/banda allo stello livello del lirico-sinfonico, ma fortunatamente questa sensibilità si sta lentamente espandendo.
Intanto devo dire chi mi spiace molto non essere andata a Torino per dare anche solo una sbirciata... per cui anche io aspetto notizie!Buona serata!
« Ultima modifica: 25 Ottobre 2009, 20:11:32 da Marina » Registrato

"Non c'è una buona analisi di un'opera, ma tanti punti di vista". F. Delalande
maestro317
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« Risposta #5 inserito:: 26 Ottobre 2009, 08:45:54 »

Pippo, basta suite ! Certo sono fondamentali, ma tu hai riproposto un corso con lo stesso decente e di nuovo con le suite !
Con affetto...Salvo








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Pippo D'Amico
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« Risposta #6 inserito:: 26 Ottobre 2009, 09:39:23 »

Pippo, basta suite ! Certo sono fondamentali, ma tu hai riproposto un corso con lo stesso decente e di nuovo con le suite !
Con affetto...Salvo

Ti riferisci al corso con Della Fonte De Paola e De Haan di due anni fa organizzato a Barcellona assieme a Maio?
Beh se ricordi bene gli argomenti cioè i brani da dirigere, sarà sempre così, potevano anzi dovevano essere approfonditi non per giorni ma per anni!
Se per te quello è un capitolo chiuso, cioè che tre giorni ti siano bastati ad assimilare  il tutto, mi fa tanto piacere e sono contento per te.
Si il docente è sempre lo stesso, Lorenzo Della Fonte, e lo riproporrei altre mille volte, queste sono parole di Corporon "Considero Lorenzo uno dei più importanti direttori di banda al mondo" .
I Corsisti credo che saranno diversi rispetto al corso a cui ti riferisci, ma se anche ci fossero gli stessi direttori avrebbero solo da imparare, non credi?
Salvo, quando organizzasti il corso con il M° Ferran io ti dissi per caso: "basta con Ferran"?
Ciao e a presto!  Sorriso


« Ultima modifica: 26 Ottobre 2009, 11:20:23 da Pippo D'Amico » Registrato

Pippo D'Amico
Denis
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« Risposta #7 inserito:: 26 Ottobre 2009, 10:16:23 »

cerchiamo di non andare come al solito OFF TOPIC.

qui si parla del corso Bostok-Collegno... atteniamoci a quello...
se volete parlare di De Haan o Ferran, aprite un topic apposta...


per quanto riguarda Bostok, beh...
mi è piaciuto molto come "idea di insegnamento"...
il lavoro sulla musicalità, sui fraseggi...

poi ieri sera, vederlo in azione nei "pianeti" di Holst, è stato veramente FANTASTICO...
a pensare a "Giove" mi viene ancora la pelle d'oca...
bisognava esserci, raccontarlo è molto difficile...
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MirkoMB
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« Risposta #8 inserito:: 26 Ottobre 2009, 10:46:41 »

cerchiamo di non andare come al solito OFF TOPIC.

Denis ha ragione,
ultimamente ci sono troppi off topic. Per favore, astenetevi da fare commenti oltre quello che puo' essere la linea di discussione o creeremo solo confusione per gli altri che leggono (e non intervengono)...

Grazie..
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Mirko

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La differenza tra una mentalità aperta e una chiusa è la stessa che c'è tra un paracadute aperto e uno chiuso.
Elisaclb
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« Risposta #9 inserito:: 26 Ottobre 2009, 11:34:46 »

Personalmente Bostock mi è piaciuto molto, sia come ha già detto Denis per il lavoro sulla musicalità e sui fraseggi, sia per ciò che riguarda la correzione della postura, l'impugnatura della bacchetta (qualche accenno), la scelta dei tempi, etc.... Anche perchè ha saputo affronatre ogni discorso col sorriso sulle labbra, senza "puntare il dito". (Cosa mooolto importante...!)

Conoscere capolavori come le Suite di Holst e, mi permetto di aggiungere, Lincolnshire Posy (cosa emersa anche nel giorno successivo) è sicuramente molto importante, se non fondamentale, nella preparazione di un direttore: Percy Grainger è stato il "papà" della banda moderna, e Holst....beh...direi che le 2 Suite e I Pianeti rientrano di diritto nei "beni dell'umanità"  Occhiolino in quanto a musica, orchestrazione, uso degli strumenti, condotta delle parti...

Sicuramente un'esperienza che ripeterei anche subito!
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Elisa Marchetti
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« Risposta #10 inserito:: 26 Ottobre 2009, 12:05:14 »


per quanto riguarda Bostok, beh...
mi è piaciuto molto come "idea di insegnamento"...
il lavoro sulla musicalità, sui fraseggi...

poi ieri sera, vederlo in azione nei "pianeti" di Holst, è stato veramente FANTASTICO...
a pensare a "Giove" mi viene ancora la pelle d'oca...
bisognava esserci, raccontarlo è molto difficile...

Nulla da aggiungere a quanto detto da chi mi ha preceduto!
Tanti nuovi insegnamenti sia sulla musica che nel ruolo che le persone scelgono di essere.
E' interessante notare come nel suo ruolo di "grande", Borstock ha mostrato in molte occasioni volti diversi (in senso positivo) ma sempre fedele al proprio modo di sentire la partitura: il direttore iperesigente anche sulla logistica e l'uomo che si siede con noi al tavolo a bere un bicchiere della superba grappa nostrana che Denis ha portato.
L'uomo che sul podio ha in modo completo e stereofonico (usando termini di Borstock) sotto controllo ogni sezione e ogni strumento ma che non copre e "maschera" il suo sentire,il cuore.
Mi ha colpito sentirlo più volte rispondere a complimenti ricevuti (e più che meritati) dire: "questo è per Holst... Grainger.. per la Musica" ed è davvero quello che io (e altri) hanno sentito.
E' stato un week end davvero proficuo, ho fatto il pieno di tutto, una ricarica di Energia davvero completa: incontrare vecchi e nuovi amici (col cuore un saluto ai "Ripani" David e Daniele), vecchi e nuovi maestri, nuovi modi di sentire e interpretare la musica, ottima enogatronomia in compagnia di persone autentiche e tanta tanta bella e incredibilmente nuova musica!
Grazie per l'opportunità che mi sono concesso e per chi ha lavorato per rendere reale questa idea!
Questo credo che sia l'insegnamento più profondo che sento: portare avanti e sempre i sogni e le idee senza paura, vivendoli pienamente "come se fosse la prima, l'unica, l'ultima".
Grazie ANTONIO ZIZZAMIA & C, a Denis per lo "strappo" in auto e tutto il resto, grazie a tutte le persone che ho avuto il piacere di incontrare!
Sono proprio soddisfatto! Grazie ;-)
« Ultima modifica: 26 Ottobre 2009, 12:12:47 da piovra » Registrato
Ugo Maccari
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« Risposta #11 inserito:: 26 Ottobre 2009, 16:13:18 »

Personalmente Bostock mi è piaciuto molto, sia come ha già detto Denis per il lavoro sulla musicalità e sui fraseggi, sia per ciò che riguarda la correzione della postura, l'impugnatura della bacchetta (qualche accenno), la scelta dei tempi, etc.... Anche perchè ha saputo affronatre ogni discorso col sorriso sulle labbra, senza "puntare il dito". (Cosa mooolto importante...!)

Conoscere capolavori come le Suite di Holst e, mi permetto di aggiungere, Lincolnshire Posy (cosa emersa anche nel giorno successivo) è sicuramente molto importante, se non fondamentale, nella preparazione di un direttore: Percy Grainger è stato il "papà" della banda moderna, e Holst....beh...direi che le 2 Suite e I Pianeti rientrano di diritto nei "beni dell'umanità"  Occhiolino in quanto a musica, orchestrazione, uso degli strumenti, condotta delle parti...

Sicuramente un'esperienza che ripeterei anche subito!
...mi piacerebbe sapere di più su che tipo di lavoro sui fraseggi e sopratutto sulla scelta dei tempi
« Ultima modifica: 26 Ottobre 2009, 16:26:23 da Ugo Maccari » Registrato
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« Risposta #12 inserito:: 26 Ottobre 2009, 16:17:38 »

Scusate una dimenticanza......

"Gio-ve! Gio-ve! Gio-ve!"

Per chi sa...sa. Per chi non sapesse...come già detto da Piovra, magnifica esecuzione di Jupiter (Giove) nel concerto di ieri sera da parte della sua orchestra.
Per usare termini Bostockiani...."Chicken Skin!"
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Elisa Marchetti
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« Risposta #13 inserito:: 26 Ottobre 2009, 16:19:38 »

...elisaclb hai fatto il corso?...se si dimmi di più sul tempo quali le considerazioni ecc.ecc. per la giusta scelta vi ha detto di fare o ha fatto lui stesso...ah...con quale orchestra ha eseguito i Pianeti?...
« Ultima modifica: 26 Ottobre 2009, 16:25:37 da Ugo Maccari » Registrato
riccavino
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« Risposta #14 inserito:: 27 Ottobre 2009, 08:57:10 »

In merito ai tempi da seguire Bostock ha puntualizzato come molto spesso il primo movimento della Ciaccona venga preso troppo lento, considerandolo quasi un Adagio - in un suo articolo su di una rivista tedesca riferisce di dover tenere un tempo scorrevole (100-108). La marcia del terzo movimento pone a suo avviso meno limiti in quanto alla scelta del tempo, potendola anche fare ad un tempo leggermente superiore a quello "standard" per la marcia inglese, anche 116-124.
Sconsiglia invece di superare 116 per il primo movimento della Seconda Suite, e chiede di ricordare che il secondo è Andante, non troppo lento come spessissimo accade. In relazione al terzo nei suoi scritti indica all'incira 104, mentre il movimento a 132 come riferimento per Dargason.
I Pianeti li ha eseguiti con la Sinfonischer Blasorchester di Ulm (D).
In riferimento a quanto scritto da altri iscritti al forum che come me hanno partecipato non posso che confermare le sensazioni, i commenti e sopratutto, come ho appena scritto in un altro post, l'apprezzamento per lo sforzo organizzativo di Antonio Zizzamia e dei suoi sodali Collegnesi. Impeccabili anche nel risolvere le difficoltà che sempre rischiano di saltar fuori all'ultimo minuto.
Per completare il discorso sul master e più in generale sulla manifestazione che non è stata solo la due giorni di sabato e domenica va citato l'approfondimento su Toccata Marziale e Lincolnshire Posy fatto nel master di domenica mattina con Della Fonte e, da torinese, l'orgoglio di aver partecipato all'esordio dei Fiati Filarmonici di Torino, finalmente sotto la Mole qualcosa di nuovo ed una reazione alle tante, troppe chiusure di orchestre ed istituzioni di questi tempi tormentati.
Una piccola aggiunta mi permetto di farla al commento di Denis su Jupiter: se in altri brani del primo tempo o altri movimenti dei Pianeti Bostock poteva esser parso poco appariscente (ma comunque estremamente efficace) qui ha dimostrato perchè lui è stato il direttore principale della Tokyo e ne è ancora il principale direttore ospite. In un solo movimento ha mostrato il repertorio completo del direttore - tecnica, stili, indipendenza, controllo, cantabilità, carisma, tutto con un accentramento su di sè che da pochi altri nomi (grandi nomi) mi è capitato di vedere. Davvero da pelle d'oca e di stimolo e riferimento a quanti di noi tentano di dirigere e capire meglio i grandi capolavori.
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