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Autore Discussione: MASTERCLASS DOUGLAS BOSTOCK A COLLEGNO  (Letto 2130 volte)
Denis
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« Risposta #15 inserito:: 27 Ottobre 2009, 09:07:42 »

già...

alla fine di "Jupietr" ci siamo guardati tutti con un'espressione che diceva tutto!
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piovra
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« Risposta #16 inserito:: 27 Ottobre 2009, 11:40:37 »

già...

alla fine di "Jupietr" ci siamo guardati tutti con un'espressione che diceva tutto!

vero! ben detto Denis e Riccardo!
(e pensare che tempo fa c'è stato un personaggio che nel discutere su questioni artistiche di direttori di questo calibro con alcuni ns, mi disse che "ero uno dei tanti che seguono solo i nomi e non le competenze..." :-D )
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Elisaclb
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« Risposta #17 inserito:: 27 Ottobre 2009, 15:18:38 »

Ok...Riccordo mi ha anticipato...sarà l'influenza che mi rallenta....

Spendo ancora qualche parola di risposta ad Ugo in merito alla questione fraseggi. In diversi punti delle Suite (abbiamo diretto tutta la prima ed i primi due movimenti della seconda) ci spiegava di volta in volta come era scritta la frase, dov'era il culmine e dove "retrocedeva", in un paio di casi ha detto dove far prendere fiato agli esecutori. Tutte indicazioni utili al direttore che vanno al di là della gestualità vera e propria, anche se poi siamo noi direttori che dirigendo dobbiamo trasmettere queste informazioni alla formazione.

Scusa Ugo per la tardiva risposta...........
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« Risposta #18 inserito:: 27 Ottobre 2009, 16:42:37 »

...grazie Elisa per le delucidazioni...però giuro non riesco ancora a capire perchè invece di Holst (I Pianeti è ovvio nascendo per orchestra sempre trascrizione è...) non si è fatto qualcosa di originale "di livello" con tale gruppo e tale direttore...
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riccavino
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« Risposta #19 inserito:: 27 Ottobre 2009, 18:14:09 »

Giusto Elisa, fai bene a completare quanto ho scritto. Sulla Seconda Suite in più l'invito a conoscere il testo delle canzoni popolari utilizzate oltre che a cercarsi dei filmati su Youtube in cui vedere i passi della Moris Dance per meglio capire fraseggio, fiati e stile: cose "di base" che dovremmo sempre fare, ma che è sempre utile qualcuno venga a ricordarci.
Rispondo ancora ad Ugo dicendo che forse dovremmo chiedere a Bostock il perchè della scelta dei Pianeti: suppongo che il programma sia stato proposto da lui e non richiesto dagli organizzatori (non ho mai parlato con loro del come si è giunti ai brani proposti). Eseguire composizioni di autori del Regno Unito è (giustamente visti i suoi natali) uno dei pallini di Bostock.
Nei post precedenti non è stato citato il resto del programma, quindi non potevi sapere che la musica originale non è mancata.
Nella prima parte del concerto è stato suonato Ten-no Egumi-wo Ukete (Le Benedizioni del Firmamento) di Isao Matsushita - la nuova musica per banda giapponese è un altro degli aspetti cari a questo direttore - e Wings, Concerto per pianoforte e orchestra di fiati di Piet Swerts. Nelle note del programma venivano indicati come in prima esecuzione italiana.
Per il bis, legato in qualche modo ad Holst per via dell'amicizia tra i due autori, hanno suonato Sea Songs di Vaughan Williams e poi, sollecitati a gran voce da tutto il teatro, Country Gardens di Percy Grainger.
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« Risposta #20 inserito:: 27 Ottobre 2009, 18:37:52 »

...ora è tutto piu chiaro...ah...Piet Swerts niente male :-)
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Denis
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« Risposta #21 inserito:: 29 Ottobre 2009, 12:35:46 »



se posso permettermi una "osservazione generale", credo che l'approccio "Bostckiano" (nella parte citata da Elisa e da Riccardo) non sia nulla di così "nuovo", ma bensì una buona abitudine da prendere...
tutti sappiamo che la suite in Fa utilizza materiale tematico di derivazione popolare... credo quindi che sia NATURALE, nella preparazione della interpretazione propria, andare a cercarsi le canzoni da cui esso deriva...
la stessa cosa vale per Lincolnshire Posy...
personalmente (cioè = io ho fatto così) sia per la suite in fa che per Lincolnshire, sono sempre andato a cercarmi i testi delle canzoni... non ero riuscito, se non per un paio dei temi usati da Holst, a trovare l'audio dei canti originali, ma i testi sono facilissimi da trovare... e in base a quelli, già si può capire qualsi sono più o meno i tempi giusti per ogni movimento... il resto è interpretazione personale, ma questa DEVE essere basata su quel tipo di conoscenze, e non "a caso"...

ci sono direttori che decidono i tempi da utilizzare, SOLAMENTE in base alle registrazioni che hanno ascoltato... questo è SBAGLIATO... ed è un errore che MOLTISSIMI direttori fanno...


per finire, cito una frase che Bostock ha detto all'inizio del suo intervento: "il nostro lavoro di direttori è per il 10% battere correttamente (tecnica) il/i tempo/i... per il resto è MUSICA"
certo è che se quel 10% non è "a posto", anche il rimanente non esce...

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« Risposta #22 inserito:: 29 Ottobre 2009, 15:23:33 »



se posso permettermi una "osservazione generale", credo che l'approccio "Bostckiano" (nella parte citata da Elisa e da Riccardo) non sia nulla di così "nuovo", ma bensì una buona abitudine da prendere...
tutti sappiamo che la suite in Fa utilizza materiale tematico di derivazione popolare... credo quindi che sia NATURALE, nella preparazione della interpretazione propria, andare a cercarsi le canzoni da cui esso deriva...
la stessa cosa vale per Lincolnshire Posy...
personalmente (cioè = io ho fatto così) sia per la suite in fa che per Lincolnshire, sono sempre andato a cercarmi i testi delle canzoni... non ero riuscito, se non per un paio dei temi usati da Holst, a trovare l'audio dei canti originali, ma i testi sono facilissimi da trovare... e in base a quelli, già si può capire qualsi sono più o meno i tempi giusti per ogni movimento... il resto è interpretazione personale, ma questa DEVE essere basata su quel tipo di conoscenze, e non "a caso"...

ci sono direttori che decidono i tempi da utilizzare, SOLAMENTE in base alle registrazioni che hanno ascoltato... questo è SBAGLIATO... ed è un errore che MOLTISSIMI direttori fanno...


per finire, cito una frase che Bostock ha detto all'inizio del suo intervento: "il nostro lavoro di direttori è per il 10% battere correttamente (tecnica) il/i tempo/i... per il resto è MUSICA"
certo è che se quel 10% non è "a posto", anche il rimanente non esce...



sottoscrivo! (10% tecnica, 89% musica, 1% grappa!)
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« Risposta #23 inserito:: 29 Ottobre 2009, 15:36:17 »

ma la grappa prima o dopo l'esecuzione.. Ghigno

sottoscrivo anch'io ciò detto dai miei compagni di master...vorrei anche sottolineare che Bostock è stato disponibile con tutti a valutare le nostre capacità...anche chi magari poco sapeva come addentrarsi nella musica, e lui con grande umiltà ha dato consigli validi ed efficaci...
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« Risposta #24 inserito:: 29 Ottobre 2009, 16:06:57 »

ma la grappa prima o dopo l'esecuzione.. Ghigno

sottoscrivo anch'io ciò detto dai miei compagni di master...vorrei anche sottolineare che Bostock è stato disponibile con tutti a valutare le nostre capacità...anche chi magari poco sapeva come addentrarsi nella musica, e lui con grande umiltà ha dato consigli validi ed efficaci...

prima e dopo.... una vera chicca è un goccetto nel durante! amplifica l'angolo di visione delle cose!  Ghigno Ghigno Ghigno

Condivido in pieno quello che hai scritto  Occhiolino
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« Risposta #25 inserito:: 29 Ottobre 2009, 17:39:27 »

Tengo però a sottolineare che secondo me, quel 10% di tecnica DEVE essere completamente padroneghiata, altrimenti diventa IMPOSSIBILE trasmettere correttamente il restante 90!
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« Risposta #26 inserito:: 29 Ottobre 2009, 20:37:09 »

Beh, Denis, penso che il discorso di padroneggiare la tecnica sia A PRESCINDERE da tutto il resto.
Il discorso tecnico è FONDAMENTALE...da lì si può poi partire a lavorare. Altrimenti è come il classico esempio del "direttore" che dirige sbracciandosi come un disperato e continua a chiedere alla banda di suonare piano.

PRIMA la tecnica, POI la musica.

Per Piovra e Max: mai provato con l'amaro alla liquirizia???  Occhiolino Io giusto qualche minuto fa dopo cena... Fico
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« Risposta #27 inserito:: 29 Ottobre 2009, 21:19:13 »

...domanda: ma dove stà questa "musica" che dice Bostock...dentro di noi, fuori di noi, in mezzo a noi...e come sò che è musica e non altro...insomma ditemi cosa intendete quando si parla di quel 90%...cosa è questa benedetta "musica"....[questo si che è interessante!]...:-)
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« Risposta #28 inserito:: 30 Ottobre 2009, 08:14:41 »

Ugo... domanda da 100 milioni di dollari!!!

prima di tutto la "musica" non la dice Bostock... la musica c'è o non c'è... dove?
sia nella partitura (se nel brano NON c'è musica, è impossibile tirarla fuori, sia che tu ti chiami Ugo Maccari, o Denis Salvini, o Douglas Bostock o Leonard Bernestein o chicchessia...)

una volta stabilito che la "Musica" nella partitura c'è (e non è sempre una cosa scontata......................................... ), il direttore, attraverso un percorso di analisi e studio, filtra la cosa attraverso le sue esperienze e conoscenze, e "la tira fuori"... quanta ne tiri fuori, dipende da lui (o lei, ovviamente)...

una frase (a mio avviso scontata, ma forse non è così per tutti) che è uscita durante il corso, è che non si studia NESSUN brano in 2 giorni... e nemmeno in una settimana.............
non ci si prepara a dirigere Lincolnshire Posy in 1 mese, e nemmeno in 2... secondo me ce ne vogliono almeno 6!!!
nessun brano si sviscera in 1 settimana... nemmeno se di grado 3!!! si fa così a "trovare" la musica... studiando la forma, il fraseggio, l'armonia... e poi interpretando il tutto attraverso le proprie esperienze...

se si riesce a studiare un brano qualsiasi in meno di 1 mese (e parliamo di difficoltà basse), credo che quel brano NON sia degno di essere eseguito, perchè sicuramente di musica ce n'è gran poca...
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« Risposta #29 inserito:: 01 Novembre 2009, 22:51:51 »

Riccardo giustamente ha scritto che il programma è stato una scelta esclusiva del direttore.
In effetti lo stesso concerto era stato eseguito la settimana precedente (18 Ottobre) a Ulm, possiamo arguire che sia il corrente repertorio dell'Orchestra,
Qui il link al sito della SBU Ulm

http://www.sbu-online.com/main.php?pageAlias=start

Saluti e buon tedesco, se volete provarci....
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