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Autore Discussione: Le parole da dirsi e le azioni da farsi  (Letto 1945 volte)
sibemolle
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« inserito:: 18 Novembre 2009, 13:04:06 »

Ho ripreso, molto amatarialmente, la mia attività da direttore. So che qualcuno magari può storcere il naso, ma sono consapevole dei miei limiti,ma anche della mia voglia di imparare e di fare, non a caso sto studiando molto ma molto più di prima.
Sto vedendo molto entusiasmo attorno al mio lavoro, i ragazzi mi seguono e si impegnano cercando di ripetere le mie spiegazioni.

Mi veniva in mente, duranto lo studio, un testo che ho recensito che riguarda la figura del direttore,  e soprattuto riguardo alle parole da usare durante le prove o le esibizioni. Ma un conto è la teoria un altro è la pratica. 

Vi chiedo, a voi sicuramente molto più preparati ed esperti di me, cosa dite, che atteggiamenti usate prima di una prova, prima di una esibizione quale possa essere una sfilata e prima di un concerto?
Mi ricordo l'ex allenatore dell' Inter (Titano mi corregga), Hector Cuper, che prima di iniziare una partita batteva il pugno sul petto dei propri giocatori per dare la carica...
Io uso spessissimo la metafora del calcio con la banda, per me  sono molto simili, voi come riuscite a tenere insieme il gruppo, cercando di spronarli, e anche di dare fiducia e sicurezza in loro?
Avete un rito o una prassi cui siete soliti tenere?


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Giuseppe Scarlata

"Sua Maestà non sa cosa abbia appena suonato la banda, ma non dovrà essere suonata mai più. (Riguardo a "Elektra" di Richard Strauss)
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« Risposta #1 inserito:: 18 Novembre 2009, 13:56:33 »

Non ti sei perso un'ottima occasione nel vedere all'opera Della Fonte ad un centinaio di Km da casa tua?
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« Risposta #2 inserito:: 18 Novembre 2009, 14:18:57 »

E suvvia pippo... puo' darsi che avesse anche altro da fare in quei giorni!

Sono sicuro che un consiglio da amico e da esperto quale sei e forte dell'esperienza con Lorenzo Della Fonte, potrai dargli qualche suggerimento!
Altrimenti i forum, a cosa servono? Felice
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« Risposta #3 inserito:: 18 Novembre 2009, 14:26:35 »

 Sorriso Mirko il mio era un consiglio; quello appunto di "cogliere l'attimo"  Occhiolino !

Ho a casa un bel po di appunti sul Corso Siciliano fatto da Corporon a Priolo (SR) nel 2005, estrapolati i sui consigli sono dei veri e propri aforismi che mi riprometto di pubblicare!
« Ultima modifica: 18 Novembre 2009, 14:28:12 da Pippo D'Amico » Registrato

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« Risposta #4 inserito:: 18 Novembre 2009, 14:47:26 »

Ah ah ah...simpatico Giuseppe a girare il coltello nella piaga delle mie debolezze di tifoso...posso dirti che mentre Cuper batteva inutilmente il petto dei giocatori, Moggi andava a fare visita allo spogliatoio dell'arbitro e.....portava con sè la chiave!

A parte gli scherzi, nemmeno io ho mai visto dirigere Della Fonte, e spero di ovviare prima o poi a questa imperdonabile lacuna.
Però ne ho visti tanti, e molti di questi mi hanno affascinato e indotto in tentazione di copiarli.
Una tentazione da coltivare attentamente, introiettare e poi superare, per essere SE STESSI.
Nelle prove e nella concertazione, arrivare preparato e cosciente di quello che vuoi.
Salutare, sorridere ed essere cordiale con tutti.
Mi ricordo che il mio insegnante era tassativo: quando si sale sul podio, stretta di mano al primo violino obbligatoria, buongiorno o buonasera a tutti, poi concentrati sulla partitura. Alzare lo sguardo, intensità e preparazione dell'attacco. Poi....musica.
Prima lettura chiara ed estesa, almeno l'esposizione. Poi fermare se necessario (e sicuramente sarà necessario), poche parole chiare su quello che si vuole, e si comincia a rivedere le cose che non fanno, tempi rallentati per la correzione di lettura, una volta che la articolazione è sistemata riprendere a tempo giusto e via.
Se c'è troppa tensione, sdrammatizzare con una battuta (possibilmente una battuta intelligente, evitare le barze alla....cribbio mi consenta), se c'è troppa rilassatezza richiamare la concentrazione con una ripetizione e con determinazione (i babbei che ridono sempre vanno bene per le vendite porta a porta, non per il podio).

Per il concerto, infondere tranquillità, testa alta, guardare il meno possibile la partitura e il più possibile l'orchestra con espressività e comunicazione.

Per la parata anche qui poche parole e ben scelte, un codice per gli ordini di schieramento e di sfilata, dare sempre un occhio a tutte le file, in modo che tutti i musicanti si sentano controllati, coinvolti e concentrati.
Se c'è tensione, tranquillizzare e sorridere anche qui.

Questi sono piccoli consigli, forse ovvii, e, credo e spero soltanto per brevità, quasi scontati.

Saluti. Titano
(per quanto riguarda l'Inter, ti concedo qualsiasi battuta, purchè non si parli di Champions, divento nervoso....)
« Ultima modifica: 18 Novembre 2009, 23:16:48 da Titano » Registrato

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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« Risposta #5 inserito:: 18 Novembre 2009, 15:01:30 »

Stefano, le cose imperdonabili sono altre!

Spero in primavera di invitarti in Sicilia! Ricordi il mio invito di qualche anno fà?  Occhiolino
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« Risposta #6 inserito:: 18 Novembre 2009, 15:11:24 »

Avrò una stagione impegnativa, ma non mi butto via, sarebbe davvero un piacere, Pippo! A presto  Sorriso
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« Risposta #7 inserito:: 18 Novembre 2009, 16:15:45 »

Parole ? Poche e quelle necessarie. La gente viene per suonare e non per sentire racconti. Molto studio....ogni fermata poche indicazioni ( max 2-3) e poi conoscere la partitura è fondamentale. Le battute sono simpatiche quando sono inerenti ed intelligenti...per il resto, avere già le idee chiara prima della prova.
Io non utilizzo riti o prassi e ritengo che non ne esistono di generali, conoscendo la propria banda imparerai come spronarli ( magari lo stesso non funzionerà per un 'altra banda..)
Comunque un forte augurio per la tua nuova esperienza di direttore !!!!!!!!!!!
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« Risposta #8 inserito:: 18 Novembre 2009, 23:45:45 »

Parole sante quelle di maestro317...

E' innanzi tutto fondamentale che nessuno possa dirti che stai sbagliando, quindi.... studiare benissimissimo la partitura... Lo stupido che farà qualche obiezione ci sarà sempre.. quindi.. devi poter sempre controbattere...

Poi, per fare gruppo... usa molto internet, manda loro notizie, fai sondaggi... insomma.. attira sempre la loro attenzione...
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Ugo Maccari
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« Risposta #9 inserito:: 19 Novembre 2009, 01:53:22 »

...io gli ricordo sempre che tanto sono talmente lontani dal fare M-usica (come la maggior parte delle compagini bandistiche con relativi direttori) che per quanto si sforzino il massimo traguardo...mmm...non può che essere la "mediocrità"... (e sarebbe già un buon risultato!)...ah...questo prima di ogni concerto e non stò scherzando!...[notte a tutti]
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« Risposta #10 inserito:: 19 Novembre 2009, 08:28:57 »

...io gli ricordo sempre che tanto sono talmente lontani dal fare M-usica (come la maggior parte delle compagini bandistiche con relativi direttori) che per quanto si sforzino il massimo traguardo...mmm...non può che essere la "mediocrità"... (e sarebbe già un buon risultato!)...ah...questo prima di ogni concerto e non stò scherzando!...[notte a tutti]

Io facevo così, ma ero troppo duro e non a tutti serviva da incoraggiamento, anzi a qualcuno lo buttavo giù di morale !
Per questo dico che ogni gruppo ha la sua essenza, e il direttore deve trovare il giusto modo per ogni formazione.
Io andavo giù pesante, ora mi limito, pensando che avendo una formazione amatoriale ci sono limiti...però con i " Professionisti " rincaro la dose ! Certo devo stare attento che loro non facciano lo stesso con me !
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« Risposta #11 inserito:: 19 Novembre 2009, 08:30:05 »

Sappiamo bene Ugo, sappiamo bene!
Qui ci stiamo solo scambiando piccoli consigli di comportamento.
Tutti lasciamo un'impronta più o meno piccola nella storia.
Il problema è che quasi tutti la lasciamo sulla sabbia, pochi la lasciano sulla pietra.
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« Risposta #12 inserito:: 19 Novembre 2009, 08:39:11 »

Ricordo giovanile (sto invecchiando, ogni tanto ho questi flash di memoria): San Lazzaro di Savena (Bo), prova per uno dei famigerati "concertoni" di massa, tocca al direttore locale, un musicista di formazione classica e solida, molto accademicamente preparato (anche come tecnica direttoriale) ma assolutamente a digiuno di "psicologia bandistica"; risultato: tre quarti d'ora all'aperto, in piedi sotto il sole, a intestardirsi sul sincopato dei genis (ottenendo il nulla).
Rischio sincopi (quelle cardiache però, non musicali) per circa duecento persone.
Imprecazioni, nervosismo a mille etc etc.
Ciò che assolutamente non si deve fare, anche se la ragione assoluta della musica vorrebbe che fosse fatto.....
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« Risposta #13 inserito:: 19 Novembre 2009, 11:36:40 »

Per l'esperienza che ho, prima da strumentista, poi (da un paio d'anni) da direttore, posso dire che essere "duri" serve a molto poco, e in genere si rivela controproducente. Imporsi ai musicanti facendo pesare i loro problemi serve solo a sfiduciarli e a non far loro capire quali possibilità abbiano di miglioramento.
Ogni gruppo fa storia a sè, e con ogni gruppo dobbiamo capire con quale ritmo sia possibile lavorare per ottenere il miglior risultato possibile.

Il mio approccio al gruppo è sempre sereno e rispettoso, qualsiasi sia l'occasione: il direttore trasmette sempre al gruppo i propri stati d'animo anche senza parlare, e i problemi suoi, personali, devono restare sempre fuori dalla porta. Mai giustificarsi, anche se si è "cotti" dalla stanchezza o se le cose vanno storte.

Se io sono tranquillo, ho studiato, conosco la parte, so cosa voglio e cosa posso ottenere da loro, anche loro saranno tranquilli e suoneranno  di conseguenza (e bene). Ed è esperienza provata personalmente col mio gruppo.
Un direttore nervoso o autoritario (ma i direttori  nervosi e autoritari che ho incontrato, guarda caso, sono anche i meno competenti...) provoca un gruppo nervoso e assai poco disposto a seguirlo.

Nell'ambito amatoriale, il direttore non può pretendere che sia già tutto a posto, e deve anche insegnare: spesso ci sono problemi di solfeggio, o tecnici, che possiamo risolvere spiegando con calma e guidando chi suona a risolverli. Non dicendo o pensando: "non siete capaci" ma lavorando con loro e con tanta pazienza, spronandoli a migliorare: serve tempo e pazienza, ma i risultati poi arrivano.
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« Risposta #14 inserito:: 19 Novembre 2009, 16:22:35 »

...caro Titano stai parlando con Sandman (lo sò perfettamente) Sorriso (non acido)...precisazione...la mia non è durezza...ma realismo (una volta socialista!...sich) cioè esco di casa e condivido i miei malesseri con chiunque mi si faccia sotto...figuriamoci se non con musicanti che pensano di saper far musica!!! Sorriso (acido)
« Ultima modifica: 19 Novembre 2009, 16:29:16 da Ugo Maccari » Registrato
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