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Autore Discussione: Il Maestro della Banda del paese è come il medico condotto  (Letto 996 volte)
Gizeta
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« inserito:: 25 Maggio 2010, 10:16:40 »

ITALIA CHE VA – Radio Uno – trasmissione del 21/05/2010 – ore 12,35

Citazione: “Il Maestro della Banda del paese è come il medico condotto: insegna tutti gli strumenti e lì si trovano i talenti”

da: http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Video/index.html_399020060.html

 Ciao, Giorgio
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« Risposta #1 inserito:: 25 Maggio 2010, 10:24:50 »

Beh,che dire.... scaviamoci una fossa,bella profonda.. E'mai possibile che siamo etichettati sempre dalla canzoncina "la banda passò?"...poi il contenuto dell'intervista non è tutto sommato male! voi che dite?
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« Risposta #2 inserito:: 25 Maggio 2010, 10:26:40 »

Ma mi danno anche lo stipendio da medico condotto?
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« Risposta #3 inserito:: 25 Maggio 2010, 10:36:39 »

Già il concetto di insegnare-fare musica ridotto a "insegnamento degli strumenti" è di per sè peggio che ottocentesco.
Mancano solo l'abbecedario, Geppetto, i Carabinieri coi baffi, il gatto e la volpe e Lucignolo.
Povero Pinocchio. E povero il grillo parlante spiaccicato sul muro.
E' l'Italia  Ghigno

P. S. A proposito di musica popolare, assimilata totalmente al folklore paesano, neanche al Bar Sport sarebbero capaci di tanta grossolanità. Povere le anime di Roberto Leydi e Diego Carpitella  Imbarazzato
« Ultima modifica: 25 Maggio 2010, 12:16:06 da Titano » Registrato

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« Risposta #4 inserito:: 25 Maggio 2010, 14:55:04 »

Rimango perplesso , molto , tanto .
Ora non sò come funzioni in radio un intervista del genere e di chi sia la competenza/responsabilità di far partire determinate tracce musicali a sottolineare un passaggio parlato ; certo mi avrebbe fatto un enorme piacere se il M° Dott. Antonio Corsi alla riapertura del microfono avesse dato dell'"antiquato" (alias ignorante) al giornalista spiegandogli che le Bande Musicali al giorno d'oggi aspirano ad essere ben altro e che cercano in tutti i modi di scrollarsi di dosso l'etichetta di solo facitori di buonumore (non che ciò sia disdicevole per carità) e di appicicarsi quella di "soprattutto" facitori di cultura ...........ad onor del vero a me una volta capitò di telefonare alla trasmissione radiofonica Zapping che stava trattando di un argomento correlato (trà l'altro intervenni in voce subito dopo il M° Uto Ughi) e allorchè dissi che si doveva innanzitutto ripartire dalle Bande Musicali che sono rimaste gli ultimi ed unici baluardi della cultura musicale radicati sul territorio e che si doveva salvaguardarne il patrimonio artistico e culturale sfruttandolo per migliorare e progredire ; la conduttrice , la Dottoressa Morandini , (gentilissima) mi apostrofò con un << ah bene , ritorno alle tradizioni dunque>> e mi schiaffarono sotto la Marcia di Radetzky , io avrei voluto dire <<ma nò guardate , ma che tradizione , le Bande si sono evolute , hanno un proprio genere musicale , ci sono fior di compositori che hanno scritto e scrivono per organico di fiati e percussioni fin dall'inizio dell'ottocento , e poi la Radetzky March è stata composta per Orchestra Sinfonica .....>>ecc.ecc. , ma vuoi perchè il tempo era risicato vuoi perchè la conduttrice mi incalzava con altre domande tutto ciò non lo dissi e probabilmente chi era all'ascolto non recepì ciò che era nelle mie intenzioni .
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« Risposta #5 inserito:: 25 Maggio 2010, 15:06:49 »

Emilio caro  Sorriso .......mi spieghi come fa......un candelabro a dare dell'antiquato a un lume a gas?
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« Risposta #6 inserito:: 25 Maggio 2010, 15:25:45 »

Ragazzi.....se vogliamo essere seri e nel caso qualcuno non conoscesse Diego Carpitella e Roberto Leydi, devo dirvi un paio di cose:
I suddetti signori erano studiosi di MUSICA POPOLARE (o etnica, che è la stessa cosa).
Negli anni 50, 60 e 70, andavano in giro per l'Italia con il magnetofono, a registrare i canti e le musiche strumentali della tradizione orale, e carpivano così i frutti del TALENTO popolare, dalle Alpi al Tavoliere, dagli jodler alle tarante, passando per i salterelli del Centro Italia.
Ai loro studi hanno attinto a piene mani grandi autori "pop" come Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati, ma anche il Fiorenzo Carpi del teatro di Strehler (o....del Pinocchio di Comencini  Sorriso ).
La differenza tra la musica popolare e quella "colta", in TUTTO IL MONDO, fuorchè nel sesto (o settimo o millesimo mondo) cioè quello dell'ignoranza e beceraggine italiana, consta esclusivamente nella FONTE DI ISPIRAZIONE, che per il popolo è quella della tradizione orale, per l'Accademia classica è l'evoluzione della ricerca scritta sul pentagramma (o, al giorno d'oggi, su files e programmi elettronici sempre più sofisticati).
Le Majorettes, i campanari, i frustaioli etc etc non fanno di per sè MUSICA POPOLARE, fanno SPETTACOLO all'aperto o di piazza, a prescindere dal repertorio.
La grossolanità delle definizioni e delle classificazioni, ancora più della filosofia di certe impostazioni, DEMORALIZZANO, SPIAZZANO e fanno disperare sul futuro  
« Ultima modifica: 25 Maggio 2010, 15:57:48 da Titano » Registrato

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« Risposta #7 inserito:: 25 Maggio 2010, 16:02:34 »

Un popolo che non ha memoria non ha futuro!

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« Risposta #8 inserito:: 25 Maggio 2010, 19:20:11 »

Mah...
nell'ignoranza e nel deserto culturale che ci circondano, cosa volete che sia una dichiarazione che in realtà era vera fino a trenta, quaranta anni fa per TUTTE le bande e che è vera ancora oggi per alcune (sì, credeteci!)?
Francamente, mi spavento di più quando ragiono intorno al MACRO: che futuro ha una nazione che non investe in NESSUN modo nella scuola e nella ricerca e, naturalmente, nella cultura?
Poi, mi diano pure del medico condotto, cosa volete che mi importi.
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« Risposta #9 inserito:: 26 Maggio 2010, 07:07:34 »

Tante volte anzi spessissime volte ho letto e sentito di cose del genere. Troppo spesso sembra che ci sia una specie di godimento nel crogiolarsi in cio' che non va e pochissimi fanno qualcosaa per cambiare le carte in tavola. Chi lo fa passa per santone.. colui che ha la via la verita' e la luce, chi non lo fa inveitabilmente critica.
Personalmente è un argomento che non mi interessa piu' (la cosa francamente mi ha nauseato) ma dove sta la ragione?
E' mai possibile che le cose devone essere per forza essere fatte Alla cavolo di cane o Ad minchiam come dicevano i latini?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!?Che?!???
A voi.. Statemi bene
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« Risposta #10 inserito:: 26 Maggio 2010, 08:31:29 »

e allora....."fiato alle trombe" come si suol dire.

Da che mondo è mondo, i politici si sono sempre contornati di consulenti-amici che appartenendo sempre alla stessa cricca di nulla facenti, hanno sempre avuto la strada facile e non hanno mai approfondito le proprie conoscenze perchè hanno avuto sempre la vita facile.

In pratica come si dice in Sicilia..."Semu a munu di nuddu!" (Trad.: Siamo nelle mani di nessuno!).

Forse un giorno, quando saremo stanchi di tutto questo, se ci rimarranno le ultime forze, imbracceremo le trombe e magari scenderemo nelle piazze italiane a farci sentire.....forse.....semmai avremo acquisito tutti una egual linea di pensiero.
« Ultima modifica: 26 Maggio 2010, 08:35:36 da melodo » Registrato

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