Ragazzi.....se vogliamo essere seri e nel caso qualcuno non conoscesse Diego Carpitella e Roberto Leydi, devo dirvi un paio di cose:
I suddetti signori erano studiosi di MUSICA POPOLARE (o etnica, che è la stessa cosa).
Negli anni 50, 60 e 70, andavano in giro per l'Italia con il magnetofono, a registrare i canti e le musiche strumentali della tradizione orale, e carpivano così i frutti del TALENTO popolare, dalle Alpi al Tavoliere, dagli jodler alle tarante, passando per i salterelli del Centro Italia.
Ai loro studi hanno attinto a piene mani grandi autori "pop" come Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati, ma anche il Fiorenzo Carpi del teatro di Strehler (o....del Pinocchio di Comencini

).
La differenza tra la musica popolare e quella "colta", in TUTTO IL MONDO, fuorchè nel sesto (o settimo o millesimo mondo) cioè quello dell'ignoranza e beceraggine italiana, consta esclusivamente nella FONTE DI ISPIRAZIONE, che per il popolo è quella della tradizione orale, per l'Accademia classica è l'evoluzione della ricerca scritta sul pentagramma (o, al giorno d'oggi, su files e programmi elettronici sempre più sofisticati).
Le Majorettes, i campanari, i frustaioli etc etc non fanno di per sè MUSICA POPOLARE, fanno SPETTACOLO all'aperto o di piazza, a prescindere dal repertorio.
La grossolanità delle definizioni e delle classificazioni, ancora più della filosofia di certe impostazioni, DEMORALIZZANO, SPIAZZANO e fanno disperare sul futuro