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Autore Discussione: Sui corsi di direzione e sui concorsi bandistici  (Letto 481 volte)
Pippo D'Amico
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« inserito:: 27 Settembre 2010, 16:03:08 »

Vorrei un attimino affrontare questo argomento a seguito di una “discussione epistolare” (invio di una serie di mail) che malgrado tutto mi ha visto coinvolto.

I nostri “guru del sapere bandistico” dovrebbero cercare, invece di accaparrarsi il predominio territoriale tipo risiko, di creare, magari con le performance dei gruppi che dirigono un’immagine diversa rispetto a quella che il nostro mondo suscita nell’opinione pubblica, per dirla con il linguaggio di qualcuno, non ci cagano nemmeno; vedi servizi televisivi e giornalistici dedicati a quegli eventi che per noi sono di alto livello e che ai massmedia vengono invece presentati come l’ennesima sagra della m…… fritta!

Bene mi rivolgo ora agli organizzatori dei concorsi bandistici italiani, ai rappresentanti del T.P. e a tutte quelle persone che hanno potere decisionale nel nostro mondo (bandistico naturalmente).
Chiedo a queste persone di proporre e/o di aggiungere nei regolamenti dei vari autorevoli concorsi Italiani i seguenti articoli:


a)   I direttori delle Bande partecipanti, pena la non ammissione alle prove di concorso, devono essere almeno in possesso del diploma accademico di primo livello di direzione di orchestra di fiati conseguito in un Conservatorio di Stato della Repubblica Italiana o altro titolo conseguito all’estero equiparato o superiore al diploma accademico succitato.

b)   Le bande partecipanti potranno affrontare le prove concorsuali dopo che il loro direttore avrĂ  superato una prova individuale dove dovrĂ  analizzare, davanti la commissione giudicatrice ed a porte aperte, le partiture dei brani in concorso (d’obbligo e a libera scelta). Se il punteggio della succitata prova dovesse risultare inferiore a 80/100 la banda diretta dal direttore esaminato non sarĂ  ammessa alle prove concorsuali e suo malgrado sarĂ  costretta a ritornarsene a casa (senza aver suonato nemmeno una scala di Sib n.d.s.).




Cosi facendo, con queste semplici regolette il livello artistico del concorso si alzerà di parecchio e nello stesso tempo si lasceranno a casa, me compreso anzi in primis, tutti quei sedicenti direttori sprovvisti del diploma accademico di primo livello di direzione di orchestra di fiati affettatori d’aria, direttori del traffico, che non capiscono un c…. di Musica ne sanno dove sta di casa (la musica), che pensano che dirigere significhi esclusivamente battere il tempo che partecipano ai corsi di direzione tenuti da docenti italiani (ah, diffidate da tutti i direttori Italiani che attualmente tengono corsi in Italia sono ben altri i direttori bravi. citazione) e d’oltralpe che lo fanno esclusivamente per soldi.



Ah… nelle regolette sarebbe bene togliere quella che recita “…che al concorso non potranno partecipare Direttori che sono o sono stati allievi dei maestri-giurati visto che non viene mai applicata. (Andate a vedere le commissioni degli ultimi concorsi bandistici italiani).

Si potrebbe ancora aggiungere alle regole che i rappresentanti del mondo bandistico (di chiara fama) hanno il divieto assoluto, appunto per dar l’esempio a tutti, di partecipare, come invece fanno, a concorsi e rassegne raduni e quant’altro di basso valore artistico-musicale ed ancora l’obbligo di suonare esclusivamente Musica d’arte e non quella commerciale (cosa che invece fanno regolarmente).

Sarebbe bello anche che i maestri-direttori giurati, nel momento in cui contattati dagli organizzatori dei concorsi bandistici Italiani a presiedere in giuria, pretendessero l’inserimento dei punti sopraesposti.
I vari concorsi acquisterebbero tanto prestigio e sicuramente l’affluenza ai concorsi sarebbe superiore a quelle attuali, non credete?

Sarebbe ancora molto bello sentir dire  dai giurati dei vari concorsi invece dei soliti discorsi di circostanza che sistematicamente fanno sul palcoscenico un attimo prima della lettura delle classifiche finali frasi del tipo:

Siete una massa di affettatori d’aria, voi di Musica non capite un c…., siete esclusivamente dei direttori del traffico, avete perso il vostro tempo nel partecipare ai corsi di direzione o nel comprare dalle case editrici Italiane visto che vendono solo M….! I direttori bravi sono altri non quelli che attualmente fanno i corsi di direzione in Italia ed anche i compositori bravi sono altri.
« Ultima modifica: 27 Settembre 2010, 16:23:18 da Pippo D'Amico » Registrato

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« Risposta #1 inserito:: 27 Settembre 2010, 19:29:08 »



Bene mi rivolgo ora agli organizzatori dei concorsi bandistici italiani, ai rappresentanti del T.P. e a tutte quelle persone che hanno potere decisionale nel nostro mondo (bandistico naturalmente).
Chiedo a queste persone di proporre e/o di aggiungere nei regolamenti dei vari autorevoli concorsi Italiani i seguenti articoli:


a)   I direttori delle Bande partecipanti, pena la non ammissione alle prove di concorso, devono essere almeno in possesso del diploma accademico di primo livello di direzione di orchestra di fiati conseguito in un Conservatorio di Stato della Repubblica Italiana o altro titolo conseguito all’estero equiparato o superiore al diploma accademico succitato.

b)   Le bande partecipanti potranno affrontare le prove concorsuali dopo che il loro direttore avrà superato una prova individuale dove dovrà analizzare, davanti la commissione giudicatrice ed a porte aperte, le partiture dei brani in concorso (d’obbligo e a libera scelta). Se il punteggio della succitata prova dovesse risultare inferiore a 80/100 la banda diretta dal direttore esaminato non sarà ammessa alle prove concorsuali e suo malgrado sarà costretta a ritornarsene a casa (senza aver suonato nemmeno una scala di Sib n.d.s.).



a parte il fatto che in Italia in materia NESSUNO "ha potere decisionale".

qualche riflessione:
diploma accademico di primo livello eccetera? pronti, via...
risultato numero uno= i concorsi chiudono perchè non si iscrive più nessuno. I concorsi per le BANDE si fanno per giudicare le BANDE, non i direttori.
quanti conservatori ci sono in Italia con Docenti in grado di INSEGNARE realmente la direzione? non lo so... ho un'idea, ma non lo so...
e quanta gente c'è diplomata in direzione, che non sa dare un attacco?

e quelli senza "pezzo di carta" (perchè poi QUELLO diventa) che però hanno studiato al di fuori?

uno che ha il diploma di strumentazione per banda, o un biennio di 2° livello ma non in direzione, e che magari studia quella materia con Corporon, Bostock, Pascual Vilaplana, Hauswirth, Cober (e non veniamo a dire che questi NON sanno insegnare, per favore) e compagnia bella?? non possono partecipare ai concorsi perchè non hanno UN pezzo di carta ma ne hanno altri?

quegli italiani che NON hanno il "pezzo di carta" in direzione, ma che vengono invitati a tenere master di direzione in spagna o negli USA per riconosciuta capacità, perchè in quei paesi è la MERITOCRAZIA a farla da padrona, e non la SCARTOFFIOCRAZIA ITALIANA?

La discussione è lunga, articolata e (secondo me) siamo troppo "piccoli" qui, per dipanare questa matassa...
passiamo la palla a questi "fantomatici guru"
« Ultima modifica: 27 Settembre 2010, 19:31:04 da Denis » Registrato

melodo
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« Risposta #2 inserito:: 27 Settembre 2010, 22:29:28 »

Ho visto, ho sentito e mi sono confrontato con bande, di cui i maestri erano diplomatissimi di famose classi di direzione ufficialmente istituite, con tanto di immagine certificata....non mi hanno fatto ridere per nulla, oltre a perdere contro gente senza titolo ma carismatica.......maaaaaaaaa

...questa è un'altra storia!

P.S.: potrei aprire un "dossier meridionale" documentato in proposito, ma siccome non voglio ledere gli interessi di nessuno, finche non mi pestano i piedi, mi taccio.



« Ultima modifica: 27 Settembre 2010, 22:32:59 da melodo » Registrato

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« Risposta #3 inserito:: 27 Settembre 2010, 23:32:42 »

caro Pippo

Denis ha giĂ  praticamente detto tutto, il pezzo di carta non serve sicuramente a certificare la bravura...e se andiamo a vedere molti hanno studiato e studiano tutt'ora con quelli che di solito fanno i giurati per cui non si iscriverebbe veramente piĂą nessuno....

Una volta ai concorsi chiedevano una registrazione recente della banda e teoricamente poi la direzione artistica decideva se accettare o meno l'iscrizione....giĂ  questo potrebbe essere sufficiente per fare selezione ma poi entrano in ballo gli interessi economici per cui alla fine si torna punto e a capo....

Alcuni anni fa assistetti alle prove di una banda belga.....il maestro durante le prove non mi fece questa grande impressione...tante parole (che non capivo)....gesto non particolarmente efficace...e udite udite metrono acceso ed amplificato durante tutta la prova....vista così da fuori mi sembrava roba da dilettanti....peccato che poi questa banda è di eccellenza.. suona da dio e ha vinto diversi concorsi internazionali tra cui Valencia...

Per cui alla fine non è il maestro in se, ma quello che riesce a far fare ai suoi musicanti a fare la differenza

Saluti
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« Risposta #4 inserito:: 28 Settembre 2010, 07:21:38 »

Caro Pippo,
rispondo solo per la parte inerente il TP, per gli altri argomenti ho meno competenza del M° Scannagatti...
Nell'Italia Bandistica siamo ancora nel periodo del Far West, e viste le proposte in "alto loco" passeranno ancora secoli prima di arrivare ad un minimo valore artistico spalmato equamente sul territorio nazionale.
Ma parliamo dei Concorsi. Penso che la credibilitĂ , per i Concorsi, passi anche attraverso elementari norme che garantiscano, in primis, una Banda che si presenta in buona fede e senza essere gonfiata artificiosamente.
E' inamissibile che la stessa Banda, stesso Direttore, stessi brani, in due concorsi diversi e a distanza di poche settimane, prenda un punteggio con circa 20 punti di differenza.
Quindi la prima, elementare cosa da fare è garantire la qualità dei Concorsi.
Come TP abbiamo proposto ciò (non possiamo imporre), e sono stati organizzati tre incontri tra i sette Concorsi più importanti, e ciò a partire dal 2008. Questi i punti cardine:
- stessa impostazione del regolamento;
- stessi parametri di giudizio;
- utilizzo di giurati preparati (e qui abbiamo promosso la nascita di un Albo giurati indipendente... ma di questo ne può parlare meglio Denis, essendone il coordinatore nazionale);
- utilizzo dello stesso sistema di punteggio (in centesimi).
Dopodichè ci devono essere degli ambiti di manovra da parte degli organizzatori, essendo queste iniziative "private".
Ebbene, a distanza di tre anni non siamo ancora riusciti a far partire decentemente il tutto. Solo alcuni Concorsi stanno mettendo in pratica quanto deciso dai Concorsi stessi in modo del tutto volontario (una sorta di "autoregolamentazione"), e solo a questi il TP concederà una sorta di "marchio di garanzia". Pensa che in Maggio avremmo dovuto trovarci a Bertiolo, ma l'incontro è saltato per mancanza di adesioni da parte degli organizzatori dei Concorsi.
Quindi: a questo punto non cerchiamo piĂą l'unanimitĂ  o la massa per fare volume, ma da adesso garantiremo alle Bande la qualitĂ . Ogni gruppo che trova sul bando del Concorso il "bollino" del TP saprĂ  che in questo evento viene garantito un livello di qualitĂ .
Di conseguenza, se invece sceglie di partecipare ad altri eventi del genere senza garanzie, lo sa e lo fa consapevolmente.
Allo stato attuale, se le cose non cambieranno, posso dire che sui sette Concorsi che si sono incontrati nel 2008 sono quattro che potranno godere del "bollino" del TP.
Ripeto: non possiamo imporre nulla a nessuno. Ma personalmente ritengo che basti il buon senso, invece che pensare, come sempre, a curare solo il proprio orticello.
Ciao, Giorgio
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