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Autore Discussione: A che cosa servono i concorsi, ovvero, servono i concorsi e a chi?  (Letto 2436 volte)
Pippo D'Amico
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"ognuno è per se stesso la cosa più lontana"


« inserito:: 21 Ottobre 2010, 09:03:57 »

Apro quest'argomento dopo aver riflettuto (da solo) e discusso (con molti addetti).

Appunto servono i concorsi bandistici? e a chi servono?

Prima di continuare l'argomento elenco quelli (concorsi) dove io ho partecipato:
WIND BAND
8° CONCORSO BANDISTICO “A. M. A. CALABRIA”  LAMEZIA TERME, 3° POSTO;
3° CONCORSO BANDISTICO NAZIONALE “RICCARDO CASALAINA” DI CASTROREALE (ME), 1° POSTO;
1° CONCORSO BANDISTICO NAZIONALE CITTA’ DI CANICATTINI BAGNI (SR), SECONDO POSTO;
8° CONCORSO NAZIONALE “LA BACCHETTA D’ORO” CITTA’ DI FROSINONE, QUARTO POSTO;
3° CONCORSO PER BANDA E ORCHESTRA DI FIATI “SUONI D’ASPROMONTE” CITTA’ DI CITTANOVA (RC), PRIMO POSTO;
4° CONCORSO MUSICALE NAZIONALE “DANILO CIPOLLA” CITTA’ DI CETRARO (CS), SECONDO POSTO;
4° CONCORSO PER BANDA E ORCHESTRA DI FIATI “SUONI IN ASPROMONTE”  DI POLISTENA (RC), SECONDO POSTO;

BRASS BAND
15° CONCORSO NAZIONALE BANDISTICO “A.M.A. CALABRIA” DI LAMEZIA TERME PRIMO POSTO
16° CONCORSO NAZIONALE BANDISTICO “A.M.A. CALABRIA” DI LAMEZIA TERME PRIMO POSTO

Innanzitutto bisogna dire che una Banda per partecipare a manifestazioni simili letteralmente, anzi materialmente si svena. Specialmente quelle del Sud.
In media occorrono circa 15.000 Euro (parlo di quei gruppi che devono affrontare lunghi viaggi in bus o in aereo e pernottamenti in Hotel naturalmente) per affrontare una prova che alla fine si riduce a 25 minuti di musica.
Pensate quante attività invece si potrebbero fare con la stessa cifra.
Ora qualcuno mi dirà che servono a confrontarsi con altre realtà.
Potrebbe essere anche vero, ma più che confronto visto che si tratta di una gara io parlerei di scontro.
Qualche altro mi dirà che potrebbe essere un obiettivo da perseguire e quindi stimolo maggiore alla partecipazione alle prove ed allo studio individuale.
Anche questo potrebbe essere vero, ma subito dopo la prova di concorso di solito si nota all'interno dei gruppi partecipanti tipo una depressione post-partum, quindi assenza alle prove e abbandono dello studio dello strumento per un periodo più o meno lungo, non credete che sia così?
C'è anche da dire che gli organici delle Bande partecipanti ai concorsi, e non ditemi che non è vero, risultano completamente diversi dagli organici delle stesse bande che partecipano per esempio alle giornate di classificazione, pensate che sia gratificante per tutti gli strumentisti una situazione del genere?


Estemporaneamente mi viene in mente un episodio, vero, posso documentarlo visto che i protagonisti sono ancora tutti vivi ed operanti, accaduto in un concorso per ottoni dove un abilissimo trombista partecipò eseguendo con il trombino l'aria delle campanelle da "Lakmè" resa celebre da Maurice Andrè e con la tromba mib il primo tempo del concerto in Mib magg. di Haydn. Vista la difficoltà dei due brani vi furono nelle esecuzioni, vista anche l'ingratitudine dello strumento "tromba", alcune incertezze, degli scrocchetti per l'esattezza; ebbene al mio amico trombista non fu assegnato il primo premio, ed i "signori giurati" gli spiattellarono in faccia quali furono i motivi dell'insuccesso, ma il bello è che alcuni di loro, suonatori di tromba , i brani di cui discutevano avendo negli orecchi le esecuzioni di Andrè non erano e non sono a tutt'oggi capaci di eseguirli. Non so se mi sono spiegato.
Io credo, spero di non smentire questa mia affermazione, che non parteciperò mai più a concorsi bandistici, non sarà una perdita per nessuno naturalmente. Credo di aver capito che una Banda possa crescere anche non partecipando ai concorsi.
Non vi parteciperò più (ai concorsi) anche per la lobby che si è creata, insomma mi sembra tutto uno scambio di favori, del tipo io ti invito a fare un master qui e tu poi sei obbligato ad invitarmi nella giuria lì. Sarà tutto sottointeso, non detto ma credo che sia così.
Può essere che mi sbagli ma ho questa impressione.
Molti penseranno perchè io stò scrivendo tutto questo, esclusivamente perchè sono una persona libera.
Sono solo le mie impressioni.
Ma avete mai visto l'orchestra sinfonica x che si iscrive ad un concorso per concorrere contro l'orchestra sinfonica Y ? O se prima di un concerto al sovraintendente di una qualsiasi orchestra si chieda la lista anagrafica dei partecipanti al concerto? A chi serve tutto questo? Ve lo siete mai chiesti?

Non sarebbe molto più costruttivo creare nelle varie regioni, provincie, distretti, dipartimenti, associazioni, federazioni ecc. ecc. delle stagioni concertistiche? Senza gara solo Musica ognuno con le proprie abilità e conoscenze?

Aspetto le Vostre risposte con i vostri punti di vista.
Un saluto a tutti











« Ultima modifica: 21 Ottobre 2010, 09:26:34 da Pippo D'Amico » Registrato

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« Risposta #1 inserito:: 21 Ottobre 2010, 13:53:22 »

Carissimo Pippo, intanto ciao:-)

Primo: di fondo ti do ragione; posso solo risponderti perchè io intenderei partecipare: per vedere giudicato (in maniera onesta, si spera) il mio lavoro e quello della banda che dirigo SOTTO FORTE PRESSIONE PSICOLOGICA (componente assente, per esempio, ad un concerto o ad un concorso di classificazione).

Ti dirò che proprio per il grande impegno psicologico nel superare, in una condizione estrema, i propri limiti (la paura, in primis), trovo i concorsi utili per crescere, soprattutto per i giovani.
Affrontare le proprie paure e venirne fuori è un modo per evolvere;
affrontarle in "squadra" è un modo per imparare a collaborare per superare le difficoltà (sempre, ti do ragione, se la banda è quella delle prove e non una confezionata per l'occasione);
imparare a gestire l'emozione e a canalizzarla verso un obiettivo è un modo per migliorare le proprie performances musicali.
Ma, soprattutto, imparare a combattere contro noi stessi e i nostri limiti: spesso siamo noi stessi i concorrenti più difficili da "battere".
Se suoneremo esattamente come sappiamo fare o meglio, in quella condizione di estrema tensione, per me il concorso è vinto comunque.
Poi, naturalmente, se in giuria ci saranno colleghi illustri che mi/ci daranno il loro parere SPASSIONATO e non inficiato da chissà cosa, avremo elementi preziosi in più da considerare per lo studio presente e futuro.
Infine, posso dirti che per come ho sempre vissuto i concorsi, anche quelli che ho fatto come direttore, per me gli altri concorrenti non esistono; esiste solo la mia performance ed il mio punteggio che devono indicarmi, da concorso a concorso, un miglioramento, anche lento, ma un miglioramento.
Ecco, spero di non averti annoiato con la mia logorrea.
Un saluto grande!
Alessandra
 
 
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« Risposta #2 inserito:: 21 Ottobre 2010, 14:43:39 »

Caro Pippo io personalmente la penso esattamente come te su tutti i punti.

Ho partecipato ad alcuni concorsi da strumentista e personalmente ho ritrovato in quasi tutti la situazione che tu descrivi.

Andrò controtendenza e mi spiace dirlo ma non credo nei concorsi come mezzo di miglioramento.
(attirerò sicuramente le ire di molti per questa mia affermazione, ma onestamente non è che mi faccia ne caldo ne freddo).

Credo molto di più in esibizioni mirate (festival, concerti in sedi prestigiose ecc.) credo molto di più nella scelta di repertori di qualità e non in quelli proposti semplicemente nei cataloghi delle case editrici. Credo molto di più nel lavoro costante e serio (anche in sordina e non per forza palesato durante i concorsi), nella proposta di novità, nell'invitare a suonare nella mia banda solisti prestigiosi (i musicanti di solito si gasano per questi eventi dando il meglio di se e senza lo stress del concorso) ed in generale in tutte quelle cose che escono da schemi e clichè formali a cui purtroppo ci stiamo abituando forse un po' troppo dando per scontato che sia sempre il meglio. Credo anche nella riscoperta e rivalutazione del nostro repertorio di qualità perchè guardando sempre all'estero stiamo forse un po' troppo dimenticando quella che è la nostra tradizione e la nostra storia bandistica, che fino agli anni '30 e '40 del secolo scorso ci era invidiata all'estero. E dalla quale all'estero hanno attinto, vedere ad esempio i numerosi italiani all'inizio del secolo scorso invitati e stabilitisi in America e fautori della rivoluzione del mondo bandistico americano. (Affermazione la mia storica e dimostrabile con dati alla mano).

Il concorso alla fine è sintetizzabile in un giudizio che troppe volte risulta essere  soggettivo, i giurati possono essere i migliori al mondo ma alla fine giudicano secondo un loro parametro e metro che molto spesso non è dettato da oggettività ma soggettività.

Il miglior metro di giudizio alla fine è il pubblico, potremmo essere la banda migliore al mondo e aver vinto decine di concorsi ma se ai nostri concerti vengono 50 persone che senso ha il nostro lavoro?
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« Risposta #3 inserito:: 21 Ottobre 2010, 14:59:11 »

Simone, perchè mai dovresti "attirare le ire di molti"?
Siamo tutti liberi pensatori, no?
Quindi, si spera, uno diverso dall'altra/o :-)
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« Risposta #4 inserito:: 21 Ottobre 2010, 15:09:21 »

Ciao Alessandra

sulla carta liberi pensatori, ma in pratica ti posso assicurare che non è così (parlo logicamente per me e per la mia esperienza) In passato ho già avuto scontri diretti (non discussioni animate e civili, veri e propri scontri) con varie persone in merito a questi argomenti e al mio modo di pensare.

E  ho deciso pertanto di stare fuori da certi giochi politici, di potere e di interesse.

Perchè mi spiace dirlo ma alla fine di questo si tratta anche se siamo un piccolo mondo.
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« Risposta #5 inserito:: 21 Ottobre 2010, 15:29:29 »

Io per primo sono irato con The Conductor Ghigno
Mi fa molto dispiacere quello che hai scritto, ma inevitabilmente  come in tutte le situazioni c'è chi comanda e chi subisce. Personalmente sono un cane sciolto e a dire il vero .. un autentico cialtrone.. quindi  me ne frego di tutti i super potenti del mondo, ma cerco di rispettare le regole e di non essere etichettato.

I concorsi servono? Dipende da quali sono gli ideali e i percorsi che uno ha in testa. I concorsi mi sono  serviti come apertura mentale, ma soprattutto come guida all' ascolto. L' ho detto un sacco di volte..  preferisco far crescere la mia "creatura" banda all'interno della zona in cui vivo, facendola radicare al territorio. In che modo?
Be' uno su tutti i direttori ospiti, bravi o meno bravi.. credo che sia un buon modo per far vedere al bandista medio cosa c'è in giro l'ho proposto un sacco di volte.. ma in pochi mi mi hanno considerato.. (forse perche' sono tra quelli non bravi) ma non solo. Penso che la banda sia tra le associazioni piu' complicate in assoluto da frequentare e gestire.

La banda è una passione.. una strada  che si è scelto di seguire dove non si sa cosa troveremo. Spetta a noi trovare il mezzo giusto per percorrerla.
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« Risposta #6 inserito:: 21 Ottobre 2010, 17:47:44 »

Scusa Winton, una semplice domanda che spero tu non prenda come offesa. Ma semplicemente vorrei capire chi è il mio interlocutore e qual'è è il suo background. Visto che non credo di conoscerti personalmente.

Degli altri, Alessandra e Pippo so che sono direttori. Per cui personalmente mi è più facile capire il loro pensiero in un senso e nell’altro e da cosa è dettato.

Tu sei direttore o suonatore?  Essere l’uno, l’altro o entrambi sicuramente determinano il nostro pensiero e la visione.

Personalmente è da prima del 1997 che bazzico per bande in maniera cosciente e dall’altra parte (inteso essere sul podio), ma  sin da quando ho 10 anni suono in banda (ora ne ho 38 per cui fai poi i conti tu di quanto tempo ci ho già passato), sono stato uno dei primi a fare corsi di direzione (weekend, settimane, semestrali ecc. ) per poi approdare al diploma di direzione di orchestre di fiati e brass band conseguito all’estero). Il mio desiderio di vivere la banda era talmente alto da farmi intraprendere tutto ciò e non ho ancora finito perché intanto continuo a studiare ed esplorare anche altri ambiti musicali e frequentare almeno una volta all’anno un corso di direzione, cercando sempre nuovi insegnanti per sentirmi dire pareri ed opinioni diverse.   

Premesso che io sono un signor nessuno, in questi anni ho visto di tutto e di più, gente brava che non emerge perché non fa parte di giri particolari e non è appoggiato, risultati di concorsi indecenti, corsi e concorsi che saprebbe organizzare meglio mia nonna, case editrici che non prendono in considerazione nuovi compositori e ce ne sarebbero tante altre. Ma quello che mi chiedo più spesso è questo, per quale motivo bisogna per forza copiare ed uniformarsi a quello che c’è all’estero come se fosse sempre il paradiso? Mi riferisco ai concorsi, mi sembra che siano diventati più una moda che una reale necessità.

Tutti spingono verso questi benedetti concorsi, ma a chi servono realmente? Alla banda per crescere o al direttore per mettersi in mostra e farsi notare? Tutti parlano di crescita musicale, ma io onestamente nelle bande con cui ho partecipato ai concorsi, ho sempre visto dopo quello raccontato da Pippo, stanca immane, delusione in caso di risultati negativi, e a volte anche riduzione di attività, per non sovraccaricare i musicanti dopo i tour de force. E ti dirò di più ho visto bande che eseguivano perfettamente i pezzi per i concorsi (imparati per sfinimento) poi in difficoltà tanto da non riuscire quasi a leggere a prima vista  un nuovo pezzo adatto alle loro possibilità.

Per me migliorare e elevare il livello della banda vuol dire iniziare la prova con esercizi di tecnica, scale, esercizi di articolazione, corali, per non meno di un quarto d’ora. Spiegare quello che si sta suonando e in che stile (non è detto che poi ci riusciamo ma io ci provo) raccontare aneddoti e perché no anche un po’ di storia della musica.

Una volta ai concorsi il brano libero si poteva scegliere quando si voleva ed il brano imposto veniva reso noto solo alcuni mesi prima (alcuni concorsi 2 altri 3-4  mesi) secondo me era più corretto perché li si poteva misurare più precisamente il valore reale della banda e del maestro. Gli ultimi concorsi che ho visto, il pezzo è reso noto un anno prima….mi sembra veramente troppo, tu hai tempo un anno per prepararlo. Dove sta il valore….per sfinimento prima o poi lo impari.

Personalmente per la mia apertura mentale preferisco fare altro, frequentare corsi con musicisti e direttori degni di tale nome, andare ad ascoltare concerti di determinati gruppi e ensambles, leggere libri (non solo musicali e tante volte nemmeno in italiano) confrontarmi su temi musicali con colleghi ed amici e non tanto confrontarmi con un voto datomi da un altro in base a parametri che molto spesso non sono oggettivi ma soggettivi.
Totalmente in accordo con te nel radicare la propria realtà sul territorio, esattamente quello che sto provando a fare con i miei gruppi ed i miei ragazzi e prova ne è che la media di persone che viene a sentire i nostri concerti che raggiunge anche punte di 400-500 persone per i concerti di gala.

Direttori ospiti, già invitati molte volte, commissioni di lavori nuovi a compositori emergenti (e non i soliti) già fatto, fiabe musicali con attori recitanti ragazzi delle scuole medie idem,  concorsi pittorico-letterari-musicali in collaborazione con le scuole elementari fatto anche quello, esperimenti con la banda e quartetto jazz appena fatto quest’anno e tante altre cose..musica ed immagini sia statiche che in movimento..concerti a tema  ecc. ecc..

Poi logicamente queste sono le mie considerazioni che non sono sicuramente la bibbia e ognuno e libero di scegliere il proprio percorso e cosa è meglio per la propria banda.

Saluti e buon lavoro a tutti


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« Risposta #7 inserito:: 21 Ottobre 2010, 18:42:16 »

Ma...i concorsi sono una cosa, le attività della banda (tuuuuutte quelle che avete citato ed anche di più) sono un'altra: ambiti diversi, contesti diversi e, soprattutto, situazioni con obiettivi diversi.
Contemporaneamente, però, una cosa non esclude l'altra.
Mi spiego: i concorsi sono gli "optionals", mentre tutte le attività che avete citato praticamente gli obblighi.
E, come "optionals", nessuno deve imporre i concorsi o imporseli, sono semplicemente una scelta.
Personalmente non mi sento di darvi torto quando ne denunciate il lati (forse la maggioranza) negativi, però rimango dell'idea che, se vissuti con il giusto spirito e collocati nel giusto "ambito" (non sono certo nè saranno mai il Vangelo che parla attraverso le varie giurie), rimangono una forma particolare di "prova", "individuale e a squadre":-)


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« Risposta #8 inserito:: 21 Ottobre 2010, 18:43:55 »

eheheh chi son? Sono un poeta e cosa faccio??? hyeheheh

Ciao non nessun offesa. Chi sono e cosa faccio? Penso di essere l'esatta consacrazione dell' incoerenza e dell'inconcludenza. Ho fatto gli studi tromba e i corsi di direzione svariati vari ed eventuali. Ho la pretesa e l'incoscienza di poter portare avanti entrambe le passioni. Vivo in una zona bandisticamente molto attiva, ma al tempo stesso molto molto difficile. Non voglio annoiarti con la mia difficile realta'.

Ho partecipato a 3 concorsi bandistici nella mia vita:
A  Cascina sono arrivato 2
A Riva del Garda una volta  1°  1°  cat e un altra  ultimo in 3° sempre da musicista mai come direttore.

Vincere in 1 cat è stata un emozione arrivare 2 a cascina la felicita'.. arrivare ultimo in 3 cat? Apocalittico è stato come scalare l' Everest è stata la stessa soddisfazione.

Ho appoggiato un amico nella sua idea di far vedere cos è una banda ad un concorso.. soprattutto la realta' straniera. A conti fatti.. ha vinto lui.. credimi.. mai come in quei mesi c'è stata coesione voglia di fare e crescere. Andare ad un concorso per accrescersi. Cosi' è stato fatto.

Sono due anni che io e lo stesso amico cerchiamo di portare un altra formazione ad un concorso. Impossibile.. costi proibitivi impossibili e talvolta inutile.. A cosa servono 5 PARTITURE ORIGINALI del brano d'obbligo  per i giurati?Che?!???
Dicevo improponibili.. il concorso piu' vicino a me è a circa 2 ore di bus.. ma no non posso partecipare per una serie di motivi il primo no ho i soldi per il pulmann..

Cosa penso dei concorsi? Ma .. esamino un secondo il tutto..

Ultimamente sono spuntanti come funghi e questo per il movimento bandistico potrebbe essere un bene se non che mi sembra lasciato un po' tutto al caso..
Servirebbero se:

La banda avesse veramente le caratteristiche per un concorso.. ma chi lo stabilisce?? I big?? Chi sono i big?? in base a cosa???
Mettere dei paletti facendo fare alle bande i concorsi di classificazione. Ok ma quante bande ci andrebbero?
Giurati.... Sono sempre gli stessi ok.. sorvoliamo.

Quindi .. i concorsi sarebbero l'esatta consacrazione di un sistema che funziona come un "orologio svizzero.. cosa che non è.. di conseguenza perfettamente inutili cosi' come sono (se li vogliamo vedere come crescita).

In generale .. mi piacerebbe che il sistema bandistico a volte i prendesse un tantino meno sul serio. Non che non lo sia, ma ho visto e vedo direttori che pensano di essere Karajan e musicisti che pensano di essere prime parti di prestigiose orchestre internazionali.. quando  a volte.. suonano solo nella banda del paese.

Spero di essere stato quanto meno comprensibile nella mia spiegazione.. perche' sono famoso per essere abbastanza contorto...


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« Risposta #9 inserito:: 21 Ottobre 2010, 23:18:36 »

Ciao

io onestamente "il giusto spirito" dopo averne fatti un po' soprattutto da suonatore  non l'ho ancora capito e trovato.
Sarà un problema mio e non lo metto in dubbio ma già si passa tutta la vita tra studio, esami e prove di verifica e se anche la musica deve diventare questo mi spiace ma a me non interessa.



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« Risposta #10 inserito:: 21 Ottobre 2010, 23:22:11 »

A proposito io con le mie bande "optional" come li chiami tu Alessandra  Ghigno che ora della fine costano veramente intorno ai 10.000 euro, non posso permettermeli.
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« Risposta #11 inserito:: 22 Ottobre 2010, 04:41:34 »

Ma infatti..  dati alla mano.. di solito una banda partecip ain media ad un solo concorso nella vita... dopo.. continua ad elemosinare soldi.. eheheh
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« Risposta #12 inserito:: 22 Ottobre 2010, 09:35:49 »

Allora Simone, un Direttore che ritenga VERAMENTE utile e necessario fare un concorso e non vuole spendere 10.000 euro, può:

- non farlo in Australia ma sceglierne uno che permetta di andare e tornare in giornata (se lo ritiene valido, se no non lo fa e basta);
- risparmiare su cene e gite sociali, pa' e salam, etc. etc. per un anno;
- chiedere un piccolo contributo ad ogni bandista;
- cercare sponsor;
- organizzare tombole e/o lotterie finalizzate alla partecipazione al concorso;
- ...

Poi, per quanto possa non piacerci l'idea, concorsi vari, audizioni, concorsi di classificazione e pareri dei colleghi sono gli unici modi che abbiamo per ottenere una valutazione tecnica competente del nostro lavoro, se siamo professionisti.
Se invece siamo dilettanti, e la musica la facciamo solo per il nostro piacere, allora glissiamo su tutte le forme di valutazione competenti, che in effetti in questo caso non servono.
Per quanto mi riguarda, cerco di fare più concerti possibile al di fuori del "campanile", dove siamo sempre "tanto bravi", ho invitato colleghi a sentire prove e ho intenzione di proporre al Consiglio, proprio per ovviare eventualmente al problema dei "10.000" euro, di consorziarci tra bande della zona e invitare una commissione per una audizione al fine di avere un  parere "tecnico" dettagliato, oppure di invitare una commissione solo per noi, se proprio non si riesce ad organizzare con altre bande. Costerà sempre meno di una partecipazione ad un concorso.
Ma almeno ho un'idea (che non sia solo mia) del mio lavoro e di quello che posso migliorare.

E alla fine, comunque, ognuno fa come vuole Simone, senza tante parole. No? :-)
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Clarinettista scarso, Sassofonaio frustrato


« Risposta #13 inserito:: 22 Ottobre 2010, 14:59:06 »

Ciao a tutti...io...sono un signor nessuno  Fico
Ho partecipato una sola volta ad un concorso, in qualità di musicante ma anche come organizzatore (è da più di qualche giorno che sono dall'altra parte della barricata).

Ricordo benissimo che non abbiamo speso 10mila euro e non abbiamo avuto problemi a ricevere delle sponsorizzazioni che hanno coperto più della metà della spesa complessiva. Sto parlando di due giorni di trasferta per 50 persone, una notte in albergo, una cena, e ovviamente le spese per il concorso (centomila copie delle partiture, quota di iscrizione). In particolare ricordo benissimo che la cena (in un ristorante quasi di lusso) fu offerta dall'allora vicepresidente che è anche proprietario di una grossa azienda locale, mentre il comune stanziò un contributo supplementare (oltre a quelle che già ci riconosce ad inizio anno).
Noi rinunciammo ai panettoni di Natale ed unimmo il concorso alla tradizionale gita estiva.

L'organizzazione fu complessa, tuttavia ottenemmo i seguenti risultati :
1) partecipazione entusiasta alle prove (anche per parecchio tempo DOPO il concorso) ;
2) una bella gita, che si trasformò in motivo di riconoscenza dei musicanti OVVERO in maggiore partecipazione ai servizi retribuiti ;
3) uno strumento musicale ed un buono per l'acquisto di musica (ovvero i premi  Ghigno ) ;
4) un ritorno in termini di visibilità interna in paese, che portò alcuni allievi ed altri sponsors ;
5) maggiore coesione tra i musicanti, che per due giorni avevano condiviso di tutto..ovvero la formazione di un gruppo ancor più saldo che ha condiviso qualcosa di bello e faticoso ;
6) miglioramento della banda, dato che per piazzarci in molti hanno studiato (veramente!) i pezzi e per farlo hanno dovuto curare tutto quello che abitualmente si trascura ;
7 ) responsabilizzazione dei giovani, che hanno imparato ad affrontare momenti di tensione ;

In sostanza, l'esperienza è stata positiva...penso che la rifaremo a breve.
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« Risposta #14 inserito:: 22 Ottobre 2010, 16:13:27 »

Cara Alessandra
ti posso assicurare che per mantenere viva l'associazione e da molto che abbiamo dovuto fare i tagli di tutto il surperfluo non strettamente necessario musicalmente e molte volte i musicanti già contribuiscono alle spese...e tutti ci si da da fare ad organizzare lotterie, feste e via dicendo. I contributi pubblici e privati che ci arrivano (e ti posso assicurare che li cerchiamo) sono talmente ridicoli che stiamo in piedi praticamente da soli con le nostre forze.

In merito al discorso generale logicamente ognuno di noi ha la propria idea dettata dalla propria esperienza, la mia è stata molto spesso negativa, pertanto ho scritto i miei pensieri precedenti.

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