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Autore Discussione: A che cosa servono i concorsi, ovvero, servono i concorsi e a chi?  (Letto 2436 volte)
Talir
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« Risposta #45 inserito:: 31 Ottobre 2010, 10:14:17 »

Ricordo che non sono uno che sale sul "predellino", pertanto vedo forse la cosa da una prospettiva un pochino diversa. Ritengo che la partecipazione ad un concorso sia una tappa imprescindibile del percorso sia di un conduttore che di una banda: un ciclista non può partecipare al giro d'italia ed evitare le cronometro (per esempio), così come un pittore non può avere una tavolozza monca e così via, che piaccia o meno.
Posso capire che qualche direttore avanzi il dubbio del valore di questa verifica se le condizioni di partenza sono falsate: una banda genuina non può competere con una banda "farcita". Vero, ma allora è anche vero che una banda di paese non potrà competere con una banda cittadina o con una banda con disponibilità economiche superiori (come accade in certe zone d'italia) ed altre diversità ancora.
Se continuiamo di questo passo non finiamo davvero più, per cui, torniamo alle bande e basta.
Il partecipare ad un concorso secondo me è sempre utilissimo perchè sottopone una banda ad una prova "extra moenia" che presuppone programmazione interna ed obiettivi in prospettiva; serve anche per concludere un periodo di impegno finalizzato e per aggregare. Impariamo a vederlo anche in questa ottica e forse le paure del risultato che non viene diventa poco importante perchè comunque i vantaggi a livello di gruppo (dello zoccolo duro della banda, intendo) sono importanti e duraturi.
Il risultato passa in secondo piano: partecipare ad un concorso per vincerlo a tutti i costi presuppone per forza organici imbottiti e forze economiche con non sono proprie al 99% delle bande. Chi vuol farlo lo faccia e vincendo arricchisca pure il suo palmares. Certamente il resto delle bande non si confronterà su questo terreno con tali realtà al di fuori della propria portata. Il maestro, o il presidente,  che si lamenta di questo forse lo fa solo per giustificare se stesso per la mancata vittoria che lo realizza ... e forse anche per invidia, lo si ammetta. Io ritengo che il concorso debba allora essere visto solo come una esperienza in più da vivere con la propria banda. Chi va ai concorsi per vincerli allora semplicemente si attrezzi per farlo e non si lamenti se toppa accusando i colleghi di barare. Take it easy!

Roberto
 
   
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« Risposta #46 inserito:: 31 Ottobre 2010, 11:00:21 »

Ciao Roberto che piacere risentirti in questa discussione.

Ognuno di noi penso che alla fine poi si libero di decidere quale strada seguire giusto? E non vorrei annoiarvi ancora con il mio pensiero, che per svariati motivi è in controtendenza con quello espresso da altri. Chi ha ragione onestamente non lo so, potremmo aver ragione tutti per motivazioni diverse. Quello che sembra a me dopo oltre  vent’anni che bazzico per bande da una parte e dall’altra (suonatore e maestro) è che forse si stia puntando troppo ed esclusivamente in questa direzione, tralasciando invece altri aspetti che potrebbero invece (sempre secondo me) produrre risultati e visibilità maggiori rispetto appunto a classificazioni e concorsi che restano alla fine manifestazioni per addetti ai lavori e, visto l’aspetto puramente competitivo, una sorta di autopremiazione ed autoriconoscimento o bocciatura per il lavoro che si sta facendo.
Visti i riconoscimenti zero dall’esterno allora ci siamo creati questo giro per sentirci dire quanto siamo bravi rispetto a quello che stiamo facendo ed ai percorsi che abbiamo impostato. Con il risultato che alla fine continuiamo a dircelo tra di noi, e ci stiamo chiudendo al posto di aprirci verso l’esterno, ed ogni cosa che non va in questa direzione è vista sempre male o con diffidenza.
Se vogliamo avere riconoscimento e visibilità, dovrebbe essere qualcun altro esterno al nostro mondo ad iniziare a dire quanto sono brave le bande…allora forse non saremmo più delle cenerentole. Ci vorrebbero più bande nelle stagioni concertistiche ufficiali, ci vorrebbero più compositori (anche accademici) che compongano nuova musica di qualità, più festival (anche con giuria se volete) ci vorrebbe….forse la bacchetta magica che io sicuramente non ho.


Poi sicuramente non sarò certo io a dire a qualcuno tu sbagli perché  vai ai concorsi o non ci vai.

Spero di non aver offeso nessuno durante la discussione 
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Talir
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« Risposta #47 inserito:: 31 Ottobre 2010, 12:15:05 »

Simone, il senso del mio intervento era questo.
Condivido tutto quanto detto sul discorso della qualità, assolutamente (!!!), ma qui si parla di concorsi.
Il concorso è una tappa. Come dice Alessandra ci vado se torna utile a me ad alla banda oppure come dice Stefano non ci vado proprio. Ritengo poco elegante criticarlo a posteriori perchè ci vado e non lo vinco ben sapendo che la mia banda fa parte di quel 99% che non potrà mai vincerlo perchè non ha le risorse umane ed economiche per farlo. Le giustificazioni a posteriori sono solo piccole bugie che servono solo per conservare intatta la propria auto-stima. Lasciamo la vittoria nei concorsi a chi li usa per coprirsi di gloria ed andiamoci, se proprio, per fare esperienza e gruppo. Quindi rinforziamo un pochino qualche sezioncina un pochino carente e suoniamo (cari puristi, tutti lo facciamo, altrimenti non si suona proprio ... smettiamola di prenderci in giro).   
Questo è il mio modo di vedere, forse semplicistico, ma col quale penso si possa vivere la cosa con molta serenità e senza isterismi da prestazione.

Roberto 
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Emilio
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« Risposta #48 inserito:: 31 Ottobre 2010, 13:16:27 »

...eh eh ; così parlò Roberto il saggio  Sorriso (...si chiama podio non "predellino" ovvìa)

Tutto giusto e bello ciò che è scaturito dalla discussione ed in buona sostanza poi alla fine : chi ha motivazioni per andare ai concorsi ci vada e chi non le ha non ci vada ; certo sarebbe bello se ci fossero parallelamente anche delle rassegne concertistiche ove dimostrare il proprio valore ed il proprio grado di preparazione ma questa come sappiamo è un altra storia .
Come un altra storia è cio che emerge forte e chiaro da questa discussione , e cioè che nel movimento Bandistico in Italia attualmente si sta vivendo un momento di grande fermento e di grande dinamismo e questo grazie "ai soliti ignoti" (a buon intenditor poche parole) mentre si deve purtroppo registrare , amaramente , che manca del tutto diciamo così il contraltare , il contraltare capito ? ...e qui mi fermo tanto come detto poc'anzi : ...a buon intenditor ecc.ecc.
Emilio
« Ultima modifica: 31 Ottobre 2010, 13:18:36 da Emilio » Registrato

io vo' menar ognor la vita lieta ...
MarcoP
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« Risposta #49 inserito:: 31 Ottobre 2010, 14:43:06 »

Tanto oggi piove, non ho voglia di uscire e bagnarmi quindi mi sono detto: perché non raccontare un po' della nostra storia (intendo del nostro Gruppo) riguardo i Concorsi Bandistici? Sarà un po' lunga e per molti forse anche un po' noiosa ma chi non avrà voglia di leggersela potrà semplicemente passare oltre… Cercherò, per quanto possibile, di dare meno informazioni possibili riguardo a Bande, Persone e Luoghi perché, in questa sede, non mi sembra corretto.

Si parte dal 1994, quando ancora suonavo e la Banda era diretta da mio padre ma già mi occupavo da molti anni della scuola di Formazione Bandistica. Dopo anni di buio e di peripezie stavamo piano piano rinascendo e quindi sull'onda del generale entusiasmo proposi al Consiglio Direttivo di partecipare ad un Concorso Bandistico a livello regionale. L'impatto non fu male ma già si vide come funzionava il mondo… Suonammo il nostro "Cavallo di battaglia…" "Moment for Morricone", neanche malaccio ma non era possibile competere con la vincitrice, che si presentò con una sinfonia verdiana ma abbastanza "farcita"  di pedine importanti (lo dico senza cattiveria ma solo per amore della verità). In compenso vincemmo il primo premio per il miglior Gruppo nel Defilamento; esperienza tutto sommato positiva. Nel 1995 subentrai a mio padre nella direzione e subito decidemmo di mettermi /ci alla prova. Altro Concorso Regionale con molti gruppi partecipanti ed otteniamo il primo premio con la farcitura  di un solo clarinetto per rimpinguare la fila dopo il mio passaggio alla direzione. Riproponiamo "Moment" con l'aggiunta di Banjo e Campane ed aggiungiamo un brano moderno che suoniamo decentemente, ma la differenza sicuramente fu fatta dal brano d'obbligo che suonammo proprio bene. Contentezza alle stelle, vi potete immaginare. Pausa di un paio di anni per risistemare molte cose che non andavano e poi decidemmo di riprovarci fuori Regione ma con poca convinzione ed un po' di fretta. Non c'erano in programma brani adatti per un Concorso ed il risultato, pur non suonando malissimo ma in condizioni ambientali sfavorevoli e diverse da tutti gli altri, non fu dei migliori. Era il 1997 ed al Concorso portammo "Cavalleria leggera" ed un arrangiamento su brani di Glenn Miller. Gli "esterni" questa volta furono ben  4 o 5 (tutti senza stipendio…), tra amici che poi hanno suonato sempre con noi e colleghi di lavoro. A questo Concorso non era previsto il brano d'obbligo (cosa sbagliata che spesso non permette giudizi accurati e veritieri). L'anno dopo, il 1998, programmiamo per tempo le cose da fare e ci presentiamo agguerriti…  e privi di "rinforzi" ad un nuovo appuntamento. Per l'occasione comprammo addirittura i Timpani, suonammo "The lion king" e "La storia" che avevamo ascoltato da un altro gruppo al concorso precedente e ci era piaciuta. Fu un vero trionfo ed anche qui il nostro punto di forza fu la buona esecuzione del brano d'obbligo. Quella volta fu veramente bello perchè riuscimmo a suonar meglio anche di qualche "Gruppo farcito". La cosa ci stava piacendo ma mi rendevo anche conto che il lavoro andava impostato con un'ottica diversa e con più calma per cui ci prendemmo qualche anno per lavorare e preparare il primo CD (nelle intenzioni, ma poi è rimasto l'unico…), registrato nel 2000 con la compartecipazione di qualche amico e collega per rifinire il tutto. Fu un lavoro enorme e preparato fin nei minimi particolari, lavoro di 3 giorni in Teatro per registrare 12 brani, inserimento di Chitarra elettrica, Armonica, Arpa, Voce e poi in studio per i soli ed il missaggio. Lavoro interessantissimo e che più volte ho riproposto cercando il momento giusto che però sto ancora aspettando…
Forti di questo immane impegno decidiamo di mettere a frutto tutto il lavoro l'anno successivo (il 2001) in un Concorso Nazionale e qui casca l'asino! Grande preparazione e grande entusiasmo ma ci scontriamo con la cruda realtà e con quello che, secondo me, non dovrebbe mai accadere: "non veder riconosciuto il proprio lavoro". 3 Bande partecipanti nella nostra categoria, primo premio non assegnato e noi "quarti su tre", poi ci danno il contentino con il terzo premio, BENISSIMO!. Dato che io sono un po' maniaco delle registrazioni (lo confesso), ogni qualvolta suoniamo registro quello che facciamo ma, se posso, anche quello che fanno gli altri e questo spesso è un male perché, anche se lì per lì ti rendi già conto delle cose, quando poi le riascolti con calma veramente ti sale il sangue agli occhi. Ci tengo a precisare che il problema non era e non è arrivare primi o ultimi ma riconoscere una scala di valori ed un senso comune della "musica". Qui portammo "Arsenal", il brano d'obbligo ed "Overture to a new age". Programma molto ambizioso, forse troppo ma per quell'epoca… quasi nelle nostre corde. Arsenal lo suonammo veramente benissimo, bene anche il brano d'obbligo ed anche "New age", pur con qualche problemino ritmico ripetutosi 2 volte per una sezione un po' distratta…, non fu eseguito poi così male. Il risultato estremamente negativo dato dalla giuria ci fece arrabbiare moltissimo così come alcuni comportamenti alquanto leggeri… dei suoi membri. Per l'occasione cercai anche un contatto con il Presidente ma a tutt'oggi non ho ancora avuto una risposta (gli Intoccabili!). La cosa ci ferì così profondamente che decidemmo di farla finita con i Concorsi ma poi, qualche anno fa, un po' in fretta e furia decidemmo di riprovarci. Ne scegliemmo uno che sembrava più vicino alle nostre caratteriste del momento e nel 2007 ci ributtammo nella mischia. Nel frattempo molte cose nella nostra Banda erano cambiate, il gruppo si era un po' sfoltito e la qualità delle esecuzioni era anche scesa pur mantenendo la solita serietà nell'impostazione di base.
Circostanze concomitanti, matrimoni e gite già programmate ci avrebbero portato via alcuni musicisti per cui ci presentammo anche al di sotto delle nostre possibilità reali e quindi  per rinforzare qualche sezione chiamai 2 aggiunti (questa volta a pagamento) ma non tutte le falle furono tappate. Il programma era sicuramente poco idoneo ad un Concorso ed anche un po' vecchio, lo sapevo benissimo, ma la mia decisione fu quella di portare quello che in quel momento potevamo, senza azzardare e rischiare troppo. I brani che suonammo furono "La Storia", riesumata dopo molti anni, e "Intrada Triumphale"; non c'era brano d'obbligo (chissà perché!). Le esecuzioni furono decenti anche se con qualche incertezza a livello ritmico ed interpretativo. Il Concorso si sviluppava in varie giornate ma noi in quel momento ascoltammo solo le ultime tre (poi anche le altre). Qui non critico il risultato finale o l'ordine di arrivo… (sembra si stia parlando di una corsa ciclistica….) ma alcune valutazioni della giuria sul programma e le esecuzioni ed un regolamento che, non puntualizzando alcuni aspetti, poteva ed ha dato luogo ad incomprensioni e moltissime polemiche anche da parte di molti altri gruppi partecipanti.
A differenza della volta precedente però in questo caso ci fu, a posteriori, una bella discussione con un membro della giuria che molto professionalmente ed umanamente si mise in gioco rispondendo e discutendo pubblicamente dei fatti. Lo ringrazio molto per quello che ha fatto perché ha contribuito a rendere più umano questo mondo che spesso si presenta in maniera asettica e troppo autoreferenziale.
Conclusione? Non sempre le ciambelle riescono col buco e se sei un pasticciere esperto (o un pasticcione inesperto…) questa cosa la sai bene!
In compenso da quest'ultima esperienza è nata una bella amicizia che spero duri a lungo.

Questi i fatti. Il perché ho preso una decisione drastica sui Concorsi deriva sicuramente da tutte queste esperienze ma non solo (condivido perfettamente anche tutto il resto scritto da Pippo e Simone) e se un domani decidessi di ritentare un'altra esperienza del genere sarà soltanto per esplicita volontà di TUTTO il Gruppo, che in questo modo si dovrà sentire responsabilizzato ed impegnato in prima persona nella preparazione che dovrà portare ad una crescita effettiva dell'interesse musicale in tutti noi (cosa che in questo momento tende a scarseggiare).
Buona domenica.
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« Risposta #50 inserito:: 06 Novembre 2010, 13:27:45 »

Visto che non solo in questo topic, ma anche in altre sezioni emergono riflessioni, perplessità e persino denuncie o insinuazioni su risultati e svolgimento di taluni Concorsi, vorrei brevemente sottoporvi un mio stringatissimo "vademecum" tipologico sulle competizioni, che possa salvaguardarne il senso e l'integrità:

1- Codice etico dell'Organizzazione:
Un Regolamento chiaro e definito, che stabilisca i termini della partecipazione in categorie, assegnazione di brani d'obbligo corrispondenti, controllo e valutazione di pertinenza delle scelte del repertorio libero e della composizione dell'organico certificata (con ev. limitazione degli "esterni"), parametri di giudizio dichiarati, tempi e modi delle esecuzioni. Scelta dei giurati secondo curricula qualificati e criterio dell'imparzialità.

2- Codice etico dei Giurati:
Rispetto totale del Regolamento e dei parametri di valutazione, indipendenza e serenità di giudizio. Estraneità da qualsiasi coinvolgimento diretto nella'attività e preparazione di una delle parti concorrenti. Oggettivazione e distanza da qualsiasi grado di rapporto indiretto, amichevole o contiguo con i partecipanti.

3- Codice etico dei Partecipanti:
Verifica preventiva della congruità del Bando e del Regolamento, una volta che si decide di partecipare, si accetta ogni parte del Regolamento fino all'imparzialità del giudizio finale, in maniera serena e consapevole. Coscienza del fatto che il successo o la vittoria NON è una consacrazione, ma è solo la tappa positiva di un percorso. L'insuccesso o la sconfitta non è una catastrofe, ma è solo la tappa critica di un percorso.
Ascoltare gli altri con serenità, recepire le indicazioni di giudizio della Giuria come utili al riconoscimento e alla crescita, attingere conoscenza di nuovi brani e di nuove possibilità e prospettive di metodo.

Se ognuna delle tre sezioni rispetta queste semplici indicazioni di comportamento e di prassi, il Concorso come modalità di esperienza musicale ha senso vivo e aiuta le Bande a crescere.
Ogni trasgressione o mancanza o trascuratezza che non riconoscano questa etica di comportamento, sono foriere di disagio e incomprensione.   
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Talir
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« Risposta #51 inserito:: 06 Novembre 2010, 13:41:08 »

Meravigliosa analisi di Stefano che, come suo solito, professionalmente ed in poche righe sintetizza di avere STILE.
Come si poteva intuire dai miei post precedenti, sposo totalmente questa sua ottica virtuosa.
Grazie.

Roberto
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« Risposta #52 inserito:: 07 Novembre 2010, 11:26:44 »

concordo anche io al 100% con Stefano. purtroppo l'etica non va molto di moda nel Paese, in questo periodo... ma la speranza è l'ultima a morire.
se le bande iniziassero a NON partecipare più ai concorso che hanno dimostrato di non essere "etici", sarebbe già un bell'inizio.


2- Codice etico dei Giurati:
Rispetto totale del Regolamento e dei parametri di valutazione, indipendenza e serenità di giudizio. Estraneità da qualsiasi coinvolgimento diretto nella'attività e preparazione di una delle parti concorrenti. Oggettivazione e distanza da qualsiasi grado di rapporto indiretto, amichevole o contiguo con i partecipanti.


a questo serve l'Albo Nazionale dei Giurati, ed è uno dei punti cardine dell'idea!
« Ultima modifica: 07 Novembre 2010, 11:28:30 da Denis » Registrato

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