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Autore Discussione: La scelta della bacchetta  (Letto 1940 volte)
adrianotaibi
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« inserito:: 13 Dicembre 2010, 20:52:00 »

Cari amici apro questa discussione per cercare di capire se ci sono delle regole nella scelta della bacchetta da direzione.
Prendo come spunto la guida alla delle bacchette Mollard, che indica quattro variabili da considerare:
- tipologia impugnatura
- lunghezza
(poi indica il colore ma credo sia solo una variabile estetica)

Inoltre ci sono altre cose da considerare? Il materiale?

Aiutatemi anche perchè vorrei comprare una bacchetta decente (non ne posseggo una...). Grazie
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maestrone
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« Risposta #1 inserito:: 14 Dicembre 2010, 11:20:38 »

qui trovi altre bacchette..http://www.newlandbatons.com/
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« Risposta #2 inserito:: 14 Dicembre 2010, 16:19:42 »

Secondo la scuola classica europea (la cui asse culturale va da Vienna a San Pietroburgo) l'impugnatura corretta va posta con la mano a pugno chiuso verso il basso e pollice adeso e volto verso l'alto.
Il peso non deve influire sull'elasticità del polso, quindi la bacchetta va bilanciata rispetto al pomo di impugnatura, la cui forma è a scelta (secondo i gusti e la comodità del soggetto) purchè risponda ai requisiti suddetti.
Per il materiale dell'impugnatura, io per esempio preferisco il semplice ed economico sughero, perchè contrasta e assorbe meglio la sudorazione della mano (per chi ha problemi di questo tipo meno adatto è il legno verniciato).
Più leggera o meno, a seconda del punto di bilanciamento: per me è preferibile "sentirla meglio", quindi preferisco un bilanciamento non troppo vicino all'impugnatura, diciamo a un quarto della lunghezza, grossomodo. Taglio sottile, o comunque non grosso, lunghezza media.
Tutto il resto è glamour  (almeno per quello che è la mia opinione).
Voglio intendere, cioè, che la parte più importante della bacchetta è quella che va dal braccio al cervello.  Sorriso
« Ultima modifica: 14 Dicembre 2010, 16:20:45 da Titano » Registrato

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MarcoP
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« Risposta #3 inserito:: 14 Dicembre 2010, 17:45:51 »

Ciao, dato che adesso ho un po' di tempo libero... oltre a rompere le scatole sul forum ne ho autocostruite alcune, ad uso esclusivamente personale. Vedi se ti piacciono.
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Marco Pasquini
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« Risposta #4 inserito:: 14 Dicembre 2010, 18:19:33 »

Ciao Adriano

fino a 3 o4 anni fa, anche io usavo le Molard, ma con poca soddisfazione... innanzitutto sono troppo delicate (ne ho rotte a decine....), e, secondo me, sono anche troppo grosse e "tozze". Da 3 anni sono passato completamente a Newland, ne ho varie, di lunghezze, spessori ed impuganture diverse.
Attualmente utilizzo una Newland 16 pollici, stelo in grafite e impugantura in legno disegnata da me, tipo la "pera" dela Mollard, ma un po' più grande... giusto settimana scorsa ho fatto un ordine nuovo per me ealcuni amici che ne volevano (dopo aver provato le mie).
è molto resistente, non si rompeenon si curva nemmeno (cosa che invece allalunga fanno quelle di legno), molto leggera, bilanciata all'incastro stelo/impugnatura...

a inizio anno mi arriverà una "nuova evoluzione" con una impugnatura un po' diversa e in legnopiù leggero, vedremo come va...

comunque concorso con titano, la cosa importante è la parte che sta tra il braccio e il cervello...
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Emilio
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« Risposta #5 inserito:: 14 Dicembre 2010, 18:40:01 »

Una curiosità che credo , spero , non disturbi il topic : perchè i cori vengono diretti a mano libera ? posso intuire ma non sono certo .
Grazie
Emilio
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io vo' menar ognor la vita lieta ...
adrianotaibi
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« Risposta #6 inserito:: 14 Dicembre 2010, 19:53:38 »

Dunque,
mi sembra di capire che la forma dell'impugnatura è solo una comodità personale, e quindi si sceglie quella con cui si trova un feeling maggiore.
Non ho capito una cosa, il punto di bilanciamento non dovrebbe sempre coincidere con la fine dell'impugnatura e l'inizio dello stelo?
Per quanto riguarda la lunghezza invece vorrei vederci più chiaro. Va scelta in base a cosa?
Grazie per le numerose risposte.

P.S.: ho dato un'occhiata al sito delle Newland e devo dire che ci sono un bel pò di variabili!
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The conductor
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« Risposta #7 inserito:: 14 Dicembre 2010, 21:48:50 »

Impugnandola all'incontrario verso il gomito la lunghezza secondo la teoria dovrebbe essere appunto quella del tuo avanbraccio dall'interno gomito fino al pollice

Per cui può variare, 14 - 15 16 o più pollici in base appunto a questa lunghezza.

Concordo poi con Denis sul fatto che le newland essendo in fibra sono più resistenti e non si stortano.

La scelta dell'impugnatura secondo me va fatta in base alla tua sensazione tattile io personalmete ho un pomello a pera non troppo grande.

Comunque in via generale assolutamente bacchette bilanciate, ti permettono di avere più flessibilità con un'impugnatura morbida che non crea tensioni o sforzi a tutto il braccio.

Saluti
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« Risposta #8 inserito:: 15 Dicembre 2010, 08:39:28 »

Pressochè nulla da aggiungere, tutto è già stato ampiamente dibattuto - e la frase di Stefano sulla parte importante della bacchetta, cioè quel che c'è dietro, pone l'accento sulla parte corretta dell'argomento.
Vorrei soltanto citare una frase - sentita più di una volta - di Bostock, secondo cui lo scopo principale della bacchetta è di esser visibile, per cui lui semplicemente non considera il color legno, ma ritiene si debba usare solo bianca. A parer mio dipende anche da qual'è lo sfondo della sala in cui ci troviamo, specie per gli strumentisti ai nostri lati (un pò di sfondo siamo noi stessi, per questo mai a dirigere con indimenti bianchi o comunque chiari).
Una risposta ad Emilio sul perchè i cori sian diretti solo con le mani non saprei darla con esattezza, certo il legato ha la sua importanza. Per diverse scuole di direzione brani molto legati, movimenti lenti e particolarmente espressivi posson guadagnare in espressività se diretti senza bacchetta grazie ai movimenti più fluidi. Questione di scelta personale (io lo faccio, anche perchè credo aiuti a mantenere più viva l'attenzione degli strumentisti più...distratti?
Poi guardi Kurt Masur che fa tutto senza bacchetta e ti chiedi: Ma allora?!?
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Titano
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« Risposta #9 inserito:: 15 Dicembre 2010, 09:26:49 »

Kurt Masur purtroppo (per lui, non per la Musica) soffre di una grave forma di artrite alle mani, e ha difficoltà ad impugnare. (O almeno questa è la "vulgata" che si racconta)
Comunque sia, egli è l'esempio vivente dell'importanza del cervello per dirigere, e della capacità di cambiare e personalizzare la tecnica classica in funzione dell'espressione, visto che il risultato è a dir poco superbo (come lo fu per Otto Klemperer ieri e Jeffrey Tate oggi, costretti alla sedia a rotelle, o per l'ultimo Karajan semi-paralizzato).

Caro Emilio, il coro si dirige con le mani perchè le voci hanno tempi di risposta e una qualità di "attacco" differente (ovviamente più diretta) rispetto agli strumenti e la gestione del discorso musicale è opportunamente più avvicinata al viso del direttore e alla sua espressività chiro-corporale, non necessitando di un punto "neutro" di attenzione come è la punta della bacchetta per gli strumentisti.
Tant'è che il direttore d'orchestra (nei brani con il coro) chiama quest'ultimo praticamente solo con la sinistra.
Inoltre lo spazio espressivo del direttore di coro è molto più vicino agli occhi e concentrato tra essi e la chironomia (mov delle mani). Viceversa il dir d'orchestra può utilizzare uno spazio espressivo più ampio, un quadrilatero che sfrutti tutta la larghezza delle braccia e in altezza tra il mezzo busto e gli occhi.
« Ultima modifica: 15 Dicembre 2010, 13:39:59 da Titano » Registrato

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« Risposta #10 inserito:: 15 Dicembre 2010, 14:48:47 »

In genere uso le mie, ma in casi eccezionali anche un modello molto particolare della ditta Tonfa, è molto bilanciato ma soprattutto molto efficace.... Se a qualcuno interessa questo è il link:
http://jr-international.fr/manganello-tonfa-tipo-polizia-D30x590mm_MAT_itm_italian.html

Ognuno ha i suoi problemi nella vita ;-))

Naturalmente era uno scherzo, soltanto per mettere in evidenza come, in certi contesti, alcune raffinatezze sono superflue, PURTROPPO!!!

Buona giornata a tutti.
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« Risposta #11 inserito:: 06 Febbraio 2011, 00:06:25 »

http://www.youtube.com/watch?v=0wAfmgE9C0I&playnext=1&list=PLFDC3297152A5AAB5
da 2:40 in poi :-)
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« Risposta #12 inserito:: 12 Febbraio 2011, 11:50:49 »


Vuoi dire che la scelta delle mani e del cervello, l'elaborazione del materiale di cui son fatti e come sono "forgiati" è di gran lunga predominante sulla scelta della bacchetta, il materiale di cui è fatta e come è forgiata?? :-)
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« Risposta #13 inserito:: 12 Febbraio 2011, 14:15:36 »

...voglio semplicemente dire che: bacchetta, mani...mmm...l'importante è chi e come le usa (cioè non c'è la ricetta...un pò come la crostata...chi la farcisce con la ricotta chi con la marmellata di more chi di castagne...purchè il risultato sia soddisfacente al palato...:-)
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adrianotaibi
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« Risposta #14 inserito:: 13 Febbraio 2011, 22:30:09 »

Sicuramente condivido il vostro pensiero, ma la mia era una semplicissima domanda sulla scelta della bacchetta...  Occhiolino
Se poi vogliamo parlare di come si usa, aprite un nuovo argomento!
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