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Autore Discussione: Intervista a Leonardo Laserra Ingrosso  (Letto 1990 volte)
AlexMB
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« inserito:: 27 Dicembre 2010, 17:14:29 »

Intervista a Leonardo Laserra Ingrosso
In occasione del Concerto di S. Cecilia della Civica Orchestra di Fiati di Milano abbiamo incontrato il direttore della Banda Musicale della Guardia di Finanza

http://www.mondobande.it/articolo.php?id=312
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« Risposta #1 inserito:: 27 Dicembre 2010, 18:27:24 »

Leggendo l'intervista chiedo a Denis se ha fatto notare al M° La Serra Ingrosso, così come fece con me, cito testualmente:
ad esempio
Cosenza - De Paola
Udine - Della Fonte/Grespan
Trento - Carnevali/Tamanini
credo siano esempi abbastanza "autorevoli"!!!!!!!

informandomi che in Italia appunto esistevano diversi Conservatori dove si studiava la direzione per Banda, cosa che peraltro sapevo benissimo e che fu da me affermata in modo provocatorio nell'argomento del forum  dal titolo: http://www.mondobande.it/forum/index.php/topic,1561.msg8830.html#msg8830
Quella discussione mi causò delle incomprensioni con qualche serio professionista presente nella citazione di Denis che effettivamente mette l'anima nel preparare direttori di Banda.





« Ultima modifica: 27 Dicembre 2010, 18:33:52 da Pippo D'Amico » Registrato

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« Risposta #2 inserito:: 28 Dicembre 2010, 14:25:29 »

Leggendo l'intervista chiedo a Denis se ha fatto notare al M° La Serra Ingrosso, così come fece con me, cito testualmente:
ad esempio
Cosenza - De Paola
Udine - Della Fonte/Grespan
Trento - Carnevali/Tamanini
credo siano esempi abbastanza "autorevoli"!!!!!!!



Caro Pippo

ti risponderò molto sinteticamente:
premessa: con tutti gli spunti presenti in questa intervista, che possono dare la scintilla a considerazioni e discussioni intelligenti, hai scelto proprio quella più stupida di tutte...


1- se avessi scritto tutto quello che io e il M° Ingrosso ci siamo detti, nessuno avrebbe letto l'intervista perchè troppo lunga.

2- nell'intervista si fa specificatamente riferimanto ai corsi "tradizionali", e non al nuovo ordinamento, dove regna l'autonomia più estrema, tanto che non mi stupirebbe se in un corso di canto lirico ci fosse un esame di uncinetto per la realizzazione dei pizzi nei costumi settecenteschi

3- l'intervista è AL M° Ingrosso, e riguarda quello che LUI pensa e che LUI dice, quindi lì quello che dico o penso  io non conta... conta invece in un forum di discussione, dove ognuno puà esprimere la propria opinione... magari un giorno verrò ad intervistare te, ammesso che a qualcuno possa interessare, e potremo sviscerare tutte queste argomentazioni in maniera approfondita, se sarà possibile...
Non mi permetto MINIMAMENTE di insegnare qualsiasi cosa ad una persona, come il Maestro Ingrosso, che ha una preparazione, una esperienza e una autorevolezza infinitamente superiori alla mia...

4- visto che ti piace andare a scartabellare nei vecchi topic, la mia risposta in questione era ad Alessandra e non a te, e si riferifa non alla questione di "Chi insegna la direzione di banda in conservatorio", ma "quali sono i conservatori che hanno a disposizione un'orchestra di fiati"

detto questo, comunque l'accenno è stato fatto, in riferimento al Nuovo Ordinamento, ma fino a quando i corsi "sperimentali" non saranno acquisiti, di fatto ognuno può fare quello chegli pare, e quindi nella formazione ACCADEMICA quel lato continua a mancare.




possiamo avere qualche considerazione intelligente, ora?

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« Risposta #3 inserito:: 28 Dicembre 2010, 14:37:36 »

Denis, ti comunico pubblicamente che sono profondamente offeso da quanto da te scritto!
Tra le righe mi dai dello stupido e del poco intelligente e non è cosa gradevole! .
Non ambisco assolutamente ad essere intervistato, e mi rammarica il fatto se pensi questo di me, inoltre non mettermi in bocca parole che non ho scritto specialmente sul valore artistico del M° Ingrosso.
Chiedi a chi ci conosce entrambi!
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« Risposta #4 inserito:: 28 Dicembre 2010, 14:39:28 »

Sono contento dell'intervista a Leo Laserra Ingrosso. Sono contento perchè è un amico e lo stimo.
Sono meno contento che questa intervista sia causa di diatriba tra due persone, su questioni che tra l'altro mi sembrano a prima vista un po' capziose.
Tenete conto che il mondo bandistico, come il background culturale delle varie personalità accademiche che si vogliono tirare in ballo è vasto e vario, e che tanto è bella la varietà e vastità dei punti di vista e delle esperienze..........................
Mi riservo di leggere attentamente e di intervenire a ragion veduta.
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« Risposta #5 inserito:: 28 Dicembre 2010, 14:59:34 »

Denis, ti comunico pubblicamente che sono profondamente offeso da quanto da te scritto!
Tra le righe mi dai dello stupido e del poco intelligente e non è cosa gradevole! .
Non ambisco assolutamente ad essere intervistato, e mi rammarica il fatto se pensi questo di me, inoltre non mettermi in bocca parole che non ho scritto specialmente sul valore artistico del M° Ingrosso.
Chiedi a chi ci conosce entrambi!

anche il tuo tono mi offende profondamente, e non è la prima volta.
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« Risposta #6 inserito:: 28 Dicembre 2010, 15:10:44 »

Leggendo l'intervista chiedo a Denis se ha fatto notare al M° La Serra Ingrosso, così come fece con me, cito testualmente:
ad esempio
Cosenza - De Paola
Udine - Della Fonte/Grespan
Trento - Carnevali/Tamanini
credo siano esempi abbastanza "autorevoli"!!!!!!!

informandomi che in Italia appunto esistevano diversi Conservatori dove si studiava la direzione per Banda, cosa che peraltro sapevo benissimo e che fu da me affermata in modo provocatorio nell'argomento del forum  dal titolo: http://www.mondobande.it/forum/index.php/topic,1561.msg8830.html#msg8830
Quella discussione mi causò delle incomprensioni con qualche serio professionista presente nella citazione di Denis che effettivamente mette l'anima nel preparare direttori di Banda.







Spero di non offenderti io caro Pippo, ma ti faccio notare che allo stato attuale, nonostante la meritevolissima e instancabile opera di innovazione svolta dalle personalità da te citate, non esiste in Italia un Diploma di DIREZIONE con annessa prova d'esame e tirocinio specifico, nel programma ordinario di Conservatorio. Non vedo perchè censurare o esecrare la problematica posta dal M° Ingrosso, e tanto meno chi ha realizzato l'intervista e dato voce al Maestro della Banda della GdF. Misteri della vis polemica.
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« Risposta #7 inserito:: 28 Dicembre 2010, 17:28:52 »

Gentile Stefano, molto probabilmente sono stato frainteso o non ho saputo esprimermi.
Dicevo solo che mesi or sono, in modo provocatorio, scrissi nell'argomento riportato sopra un'affermazione simile ed i commenti furono abbastanza animati!

Ripeto, a scanso di ulteriori equivoci, che non intendevo assolutamente mettere in discussione quanto dichiarato dal M° Ingrosso.

p.s.
sai che sta venendomi il dubbio che io non sappia più esprimermi?
Poichè penso di scrivere una cosa ma la gente ne capisce un'altra.

« Ultima modifica: 28 Dicembre 2010, 17:32:52 da Pippo D'Amico » Registrato

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« Risposta #8 inserito:: 28 Dicembre 2010, 19:17:27 »

Cari Denis e Pippo (ma non solo, cari tutti diciamo  Sorriso ),
Ho letto l'intervista con attenzione.
Premetto che riguardo a fraintendimenti o toni, sono convinto che ve la dobbiate sbrigare chiarendovi privatamente (mi sembra ovvio).
Per parte mia, ho trovato più interessante e ricca di spunti la parte che riguarda il confronto tra Banda vesselliana (o Grande Banda) e Symphonic Band. Soprattutto quando il Maestro disquisisce sulle differenze di qualità dell'organico, ricchezza timbrica, "difficoltà" di gestione del suono e direzione musicale, attualità o inattualità dei rispettivi organici, interesse dei compositori verso l'uno o l'altro.
Sono riflessioni sulle quali si potrebbe discutere per ore o giorni, buttando a mare ogni tipo di clichet, anche in considerazione del fatto che la Banda Vesselliana (o ciò che resta oggi) è NOSTRA (italiana).
Con Laserra Ingrosso condivido la sostanza delle opinioni, con alcune differenze sui dettagli, sulle prospettive future, sullo scetticismo più o meno radicato che la Grande Banda abbia o no un futuro di "Renaissance" o riscoperta, oppure, per varie ragioni, sia un patrimonio storico che sarebbe già più che confortante riuscire a far vivere e tutelare nelle sue ultime e rare espressioni compiute (le Bande ministeriali, come la sua).
Magari convincendo (da fuori e da dentro la struttura militare) i Comandi a investire in promozione e ricerca di nuovi suoni e nuovi repertori appropriati.
Faccio un esempio: in Paesi come la Lettonia (che ho avuto ultimamente modo di conoscere, sia pure solo per corrispondenza) i militari commissionano nuove opere da concerto, a giovani compositori, appositamente scritte per i loro organici.
Sarà mai possibile, da noi, in maniera sistemica?
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« Risposta #9 inserito:: 29 Dicembre 2010, 18:18:47 »

Un bel rilancio dell'organico Vesselliano da parte del M° Laserra Ingrosso direi , e molto ben argomentato .

Mi viene in mente per esempio , tanto per citarne uno , che ho ascoltato "Quadri di una esposizione" sia nell'esecuzione di un'Orchestra Sinfonica che di una Symphonic Band che di una Brass Band ma mai di una Banda con organico Vesselliano puro (che a questo punto chiamerei "Italiano") , chissà quale potrebbe essere il risultato .
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« Risposta #10 inserito:: 30 Dicembre 2010, 12:01:41 »

Le osservazioni del M° Ingrosso sull'organico vesselliano non fanno una piega. Credo, però, che un aspetto non sia stato preso in considerazione ovvero la possibilità di una banda amatorile di possedere un organico Vesselliano. Reputo quindi la scelta di abbracciare l'organico " snello " non una scorciatoia meno faticosa, ma una necessità. Aggiungo che si suona molta musica " straniera " in quanto fuori dall'Italia la ricerca di nuove sonorità è iniziata da tempo, ma non di meno di sta cercando di prendere il passo. Concludo nel dire che queste scelte ponderate ( utilizzo di un organico snello e i brani per essa scritti ) abbiano oggi migliorato anche il livello generale delle bande  musicali italiane.
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« Risposta #11 inserito:: 30 Dicembre 2010, 17:53:24 »

Giusto, Salvo. Infatti le mie "dettagliate perplessità" riguardano proprio la difficoltà di recupero di un organico così ampio e "costoso" in ambiti locali e/o amatoriali.
Con il rischio di forme di "ibridismo" che in un passato nemmeno troppo lontano ben conosciamo: certi organici monchi con il flicornino in mib o con due o tre "quartini", con i genis in mancanza dei corni, o con solitari e malinconici contrabbassi ad ancia............certamente la symphonic band è virtus et necessitas.

D'altra parte darebbe un ulteriore motivo valido per mantenere gli organici militari ministeriali (anche in tempi di "forbici" statali) poter ascoltare nuova musica per Grande Banda, o recuperare il patrimonio storico qualificato del secolo scorso, più che adattare a questa "cattedrale sonora" musiche scritte o strumentate per organici più snelli.
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« Risposta #12 inserito:: 31 Dicembre 2010, 07:20:00 »

Quasi quasi mi voto al contrabbasso ad ancia
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« Risposta #13 inserito:: 31 Dicembre 2010, 10:21:16 »

Se posso dire la mia, per quanto riguarda il discorso sull'organico Vesselliano, volevo mettere in evidenza anche la difficoltà di reperire alcuni strumenti previsti da questo organico.
I produttori di strumenti musicali ormai hanno abbandonato la produzione di determinati strumenti, e laddove ancora esiste qualche caso, si tratta di strumenti particolarmente difficili da produrre, con non poche problematiche e difetti di intonazione.

Credo sia importante che in Italia alcune bande mantengano questo tipo di questo organico, proprio perchè si tratta di un pezzo di storia italiana, ma probabilmente è anche giusto che tutte le altre realtà si adeguano agli organici standard internazionali, cioè la concert band.

Detto questo, la parte più interessante dell'intervista, è secondo me quando si accenna al sistema Abreu, potrebbe essere uno spunto per una nuova ed interessantissima discussione!  Occhiolino
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« Risposta #14 inserito:: 31 Dicembre 2010, 10:33:53 »

Con il rischio di forme di "ibridismo" che in un passato nemmeno troppo lontano ben conosciamo: certi organici monchi con il flicornino in mib o con due o tre "quartini", con i genis in mancanza dei corni, o con solitari e malinconici contrabbassi ad ancia...........

Titano sei un pittore ! Le tue parole disegnano un quadretto impressionista degno di Cezanne ! Aggiungerei quanche secondo o terzo clarinetto ubriaco, ( un-pa, un-pa...) e il cassista e piattista dietro che mangiano di nascosto!
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