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Martedì 22 Maggio 2012, 01:31
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Autore Discussione: Insegnare il CORNO  (Letto 1492 volte)
adrianotaibi
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« inserito:: 27 Gennaio 2011, 10:30:27 »

Volevo avere un confronto ed essere consigliato sulla didattica del corno.
In particolare mi chiedevo che strumento far prendere ad un allievo. Corno doppio? Singolo? in che tonalità?
Altro problema che mi pongo è quello della lettura. Chiave di violino? mezzo-soprano?

Cosa ne pensate dei corni "kinder" in caso di ragazzini di scuola elementare?
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Denis
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« Risposta #1 inserito:: 27 Gennaio 2011, 14:39:29 »


Ciao Adriano
X partire più o mono qualsiasi corno va bene, anche quelli "poket" per i bimbi più piccoli. La cosa importante e farli partire con l'impostazione giusta x il corno, che é molto diversa da quella di tutti gli altri ottoni.
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« Risposta #2 inserito:: 27 Gennaio 2011, 15:36:19 »


X quanto riguarda la chiave, io di solito uso mezzo soprano fin dall'inizio, e già col corno in si bemolle (se l'allievo ha un corno doppio); poi più avanti introduco le posizioni in fa e la chiave di violino
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lalla
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« Risposta #3 inserito:: 27 Gennaio 2011, 23:46:51 »

noi abbiamo preso i corni doppi..... e li impostiamo già in chiave di mezzo soprano..... e la cosa funziona!
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"La musica non è privilegio di pochi ma patrimonio di tutti"   Zoltan Kodaly.
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« Risposta #4 inserito:: 28 Gennaio 2011, 08:21:26 »

idem con patate... funziona senza problemi...
ciao, Giorgio
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« Risposta #5 inserito:: 28 Gennaio 2011, 10:37:20 »


X quanto riguarda la chiave, io di solito uso mezzo soprano fin dall'inizio, e già col corno in si bemolle (se l'allievo ha un corno doppio); poi più avanti introduco le posizioni in fa e la chiave di violino

Scusami Denis, non ho capito una cosa: li imposti con la chiave di mezzo-soprano, quindi leggendo le note reali, e dopo perchè introduci la chiave di violino?
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adrianotaibi
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« Risposta #6 inserito:: 28 Gennaio 2011, 10:39:29 »

Inoltre mi sapete consigliare su dei corni doppi con un buon rapporto qualità/prezzo?

Ho chiesto dei corni "kinder" o "pocket", perchè mi rendo conto che per ragazzi di 7-8 anni un corno doppio pesa un bel pò.
Grazie in ogni caso delle risposte!  Occhiolino
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« Risposta #7 inserito:: 28 Gennaio 2011, 11:15:30 »


X quanto riguarda la chiave, io di solito uso mezzo soprano fin dall'inizio, e già col corno in si bemolle (se l'allievo ha un corno doppio); poi più avanti introduco le posizioni in fa e la chiave di violino

Scusami Denis, non ho capito una cosa: li imposti con la chiave di mezzo-soprano, quindi leggendo le note reali, e dopo perchè introduci la chiave di violino?


la introduco perchè altrimenti per loro è difficile relazionarsi con gli altri, quando iniziano a fare musica d'insieme...
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« Risposta #8 inserito:: 28 Gennaio 2011, 11:16:36 »

Inoltre mi sapete consigliare su dei corni doppi con un buon rapporto qualità/prezzo?

Ho chiesto dei corni "kinder" o "pocket", perchè mi rendo conto che per ragazzi di 7-8 anni un corno doppio pesa un bel pò.
Grazie in ogni caso delle risposte!  Occhiolino

per iniziare va bene anche una "cineseria" da 300 euro... però di solito io preferisco cercare un buon usato di marca decente, e le cinesate le tengo come ultima spiaggia....
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Philip Spank
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« Risposta #9 inserito:: 20 Novembre 2011, 13:10:02 »

Ragazzi, lo so, intervengo in questo topic fuori tempo massimo [ultimo intervento: 27/01/2011] ma mi sono accorto di questa discussione solo oggi e l'argomento mi interessa molto, per un motivo squisitamente didattico.
Premetto: non ho mai impostato un corno. Nella scuola dove sono direttore artistico (fortunatamente) i cornisti sono seguiti da un diplomato in corno. Però nel corso degli ultimi mesi mi sono comprato un corno e ho intrapreso lo studio di questo strumento. E' una tappa di un mio percorso di crescita personale in cui mi sono imposto di dedicare qualche anno della mia vita allo studio di ognuno degli ottoni presenti in banda, per comprenderne meglio le difficoltà tecniche e, di conseguenza, svolgere meglio le mie attività musicali.
Il problema principale che mi pongo è quello della lettura.
No, non intendevo per me, io chiaramente leggo le note reali...
Pensavo ai bambini che vengono impostati col corno e che devono pensare le note "come se fossero scritte" in chiave di mezzo-soprano. Perché sappiamo bene che non sono scritte in chiave di mezzo-soprano. All'inizio del pentagramma c'è una bella chiave di violino! Vogliamo parlare poi delle alterazioni in chiave? Perché dovrei fare SI bemolle se non è presente nessuna alterazione costante sul pentagramma?
Se volete prendetele come domande provocatorie, in realtà sono quesiti che mi pongono spesso i miei allievi di musica d'insieme e dei corsi di teoria. E sono quesiti che giro a voi, soprattutto a Denis in qualità di cornista e insegnante di corno e a Lalla come didatta, ma anche a tutti gli altri. C'è un motivo particolare per cui il corno, strumento traspositore, debba leggere le note reali? Ammetto la mia ignoranza: io rispondo ai miei ragazzi che è la prassi, che si fa così perché in orchestra fanno così, perché tutti fanno così... ma è vero?
A livello puramente teorico è un'anomalia.
La tromba in sib allora dovrebbe leggere in chiave di tenore (...in alcune parti del sud Italia si fa così ma la quasi totalità dei trombettisti di questo pianeta legge in chiave di violino), la stessa cosa dovrebbe fare il clarinetto e il sax tenore. E il sax contralto e il baritono? Devono immaginare una chiave di basso all'inizio del pentagramma?
Voi mi direte che il problema è facilmente ovviabile visto che è importante l'associazione "nota scritta-posizione nello strumento" e non "nota scritta-nome della nota". Fortunatamente, aggiungo io, la sostanza è questa, se no per i nostri allievi cornisti sarebbe davvero una grande confusione.
Eppure, dando uno sguardo ai metodi d'insieme utilizzati nella scuola primaria americana, possiamo notare che i nomi delle note sono quelli in chiave di violino. Hanno ragione loro, che parlano dall'alto della loro lunghissima esperienza nel campo della didattica strumentale e dei gruppi d'insieme, o dobbiamo lasciarli dire?
Mi piacerebbe confrontarmi con voi su questo argomento.
Scusate l'intrusione, ciao!
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« Risposta #10 inserito:: 21 Novembre 2011, 20:35:41 »

Ciao Filippo

quella del corno in chiave di mezzo soprano, è una usanza tutta italiana. nel resto d'europa e in USA il corno si insegna come strumento traspositore, quindi legge le sue note in chiave di violino.

io ai miei allievi, tendenzialmnte insegno tutte e 2 le chiavi... all'inizio li faccio leggere in chiave di violino (anche perchè è l'unica che conoscono, e partire in mezzo soprano li incasina parecchio... poi andando avanti nel tempo, dopo il 3° anno, quando iniziano a leggere anche altre chiavi nella teoria, inizio a farli ragionare sui suoni reali. fondamentalmente è lo stesso percorso che ho fatto io ai tempi, iniziato al corno da un trombettista che giustamente insegnava con le posizioni in chiave di violino...
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Philip Spank
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« Risposta #11 inserito:: 21 Novembre 2011, 23:39:01 »

Grazie Denis, esaustivo come sempre!

[...le usanze italiane... quanto mi piacciono!!!  Ghigno]
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« Risposta #12 inserito:: 22 Novembre 2011, 11:34:04 »

Ciao Filippo,  mi hai chiamata in causa, ma da questo punto di vista non sono preparata, nel senso che non essendo io cornista ho chiesto a cornisti di fiducia qual'è secondo loro il modo migliore per impostare gli allievi senza poi dover nel caso proseguano gli studi  cambiare modo di lettura ecc ecc. Mi hanno appunto detto che l'ideale è  leggere in chiave di mezzo soprano e così ho fatto. I bambini che iniziano nel corso alle elementari quindi leggono direttamente in mezzo soprano, e sinceramente non trovano difficoltà, abbiamo ragazzine che ora sono giunte in terza media e leggono tranquillamente anche le altre chiavi. 
In riferimento ai sax, clarinetti, trombe, credo che leggano trasposti come ad esempio i sax per un motivo pratico, essendo in sib e mib dovrebbero cambiando la taglia cambiare chiave di lettura  invece leggendo trasposti mantengono inalterato il modo di lettura e posizioni prendendo qualsiasi sax.
Se proprio la devo dire tutta credo che il percorso migliore per impostare la lettura sia utilizzando il DO mobile da subito, (per tutti gli strumenti)  leggendo quindi non in maniera assoluta ma relativa è chiaro che questo implica un lavoro un pochino più lungo all'inizio ma produrrà sicuramente dei vantaggi incredibili, perchè i ragazzi saranno in grado di trasportare estemporaneamente senza alcuna difficoltà.
Ciao Filippo (ps sono stata al corso con Javier Romero Narajo a Bologna dovevi esserci esperienza bellissima)

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« Risposta #13 inserito:: 08 Dicembre 2011, 20:40:10 »

Ciao Laura,
sai benissimo che sono un sostenitore del “fare” musica da subito, senza troppi esercizi scioglilingua e senza troppe regole date in partenza. L’alfabetizzazione musicale deriva dalla pratica su uno o su più strumenti. Lettura e teoria sono “conseguenze” indispensabili nel prosieguo dello studio dello strumento e non dogmi dai quali partire. È quasi superfluo che io ti dica tutto questo, perché conosci le mie idee in proposito.
Però i conti con la teoria prima o poi bisogna farli (così come un bambino che impara a parlare ma che per esprimersi meglio, a un certo punto, deve conoscere la grammatica della sua lingua…) e a me piace rendere interessante la materia e far appassionare i miei allievi anche agli elementi teorici. Per far questo, però, tutto deve quadrare. L’importanza della chiave, senza la quale le figure sul pentagramma sono solo ritmo, è legata a doppia mandata alla lettura delle note. Se un allievo pianista trova scritta una nota sul secondo rigo, in chiave di violino, legge SOL; un trombettista legge SOL; un sax baritono legge SOL; un corno inglese legge SOL… suonano tutti una nota reale diversa (se ne rendono conto, lo sanno…) ma hanno un uguale sistema di lettura. Un corno francese, in una qualsiasi scuola americana suonerebbe SOL come tutti gli altri, in Italia suona DO. Sul pentagramma non c’è una chiave di mezzo soprano ma lui dice di suonare ugualmente DO.
Non è un problema esecutivo (puoi abituare l’allievo a leggere qualsiasi nota in qualsiasi punto del pentagramma), è un’incongruenza teorica, un “eccezione” di grammatica musicale che ci rende diversi da altri Paesi didatticamente più evoluti.
Capisco che la tua esperienza didattica, che ti fa iniziare il percorso di lettura dal DO mobile (…tanti complimenti per questo, so che non è facile!) ti potrebbe far sembrare i miei discorsi campati per aria: una lotta contro i mulini a vento. Le esperienze che vivo nelle varie scuole con cui collaboro mi insegnano che non è così.
Quasi tutti gli insegnanti di corno mi dicono che è uno strumento difficile, che bisogna mettere in conto che prima o poi qualcuno abbandona, che i risultati ci metteranno un po’ ad arrivare… e che tutto questo succede per le difficoltà tecniche dello strumento? Ma siamo sicuri che sia solo per questo?
Dai, scusatemi, dopo questo intervento credo che abbiate capito che sono irrecuperabile…

PS) Javier Romero Naranjo quello della body percussion? Quanto ti invidio…
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