Allemanda - 1861-2011 Celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia Scarica o sfoglia il nuovo catalogo delle Edizioni Musicali Wicky

MondoBande.it - La banda musicale fa notizia

Martedì 22 Maggio 2012, 01:38
  Home | About us | Staff | Contatti   Seguici su TwitterSeguici su Facebook Aggiungi ai Preferiti - Condividi   Google Traduttore:Translate with GoogleTraduire avec GoogleÜbersetzen mit GoogleTraducir con Google   RSSFeed RSS  
ARTICOLIINTERVISTERECENSIONIEVENTICORSI E CONCORSIBANDE NEL WEBLINKSFORUM
MondoBande.it Web Community - Il forum sulla banda musicale La Banda Musicale fa notizia su MondoBande.it
22 Maggio 2012, 00:42:34 *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie: Cerchi CD, DVD, metodi e altro materiale didattico per la tua banda? Dai un'occhiata nella sezione "Offerte Commerciali": http://www.mondobande.it/forum/index.php/board,36.0.html.
 
   Home Forum   Guida Eventi Accedi Registrati Regolamento  
Pagine: [1]   Vai giù
  Stampa  
Autore Discussione: Scelta del repertorio e costruzione dei programmi  (Letto 1187 volte)
AlexMB
Amministratore
*****
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 939


*****


WWW
« inserito:: 11 Febbraio 2011, 19:26:55 »

Scelta del repertorio e costruzione dei programmi
Alcuni consigli utili per la preparazione di un concerto

http://www.mondobande.it/articolo.php?id=325
Registrato

Alex
Prima di postare, leggi il regolamento!
http://www.mondobande.it/forum/index.php?topic=4.0
----------------------------------------------------------------------
Titano
AD
********
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 508



« Risposta #1 inserito:: 12 Febbraio 2011, 10:45:24 »

Sono idee ragionevoli e interessanti.
Mi sembra però che, nel loro sviluppo, sottointendano il disegno un po' meccanicistico che la banda cresce soltanto affrontando brani di difficoltà superiore, e non anche (a volte) perfezionando e sviscerando musicalmente (se musica C'E', in questi brani) pezzi consoni alle potenzialità.
Non si esegue mai allo stesso modo la stessa musica, in fondo c'è sempre del nuovo da tirar fuori (dai capolavori almeno, sicuramente).
Titano
« Ultima modifica: 12 Febbraio 2011, 11:47:14 da Titano » Registrato

Rivogliamo Dalle Mulle MirkoMB alla moderazione. E' il nostro "etilometro" di fiducia!
The conductor
Redazione
**********
Scollegato Scollegato

Messaggi: 119


« Risposta #2 inserito:: 12 Febbraio 2011, 14:41:17 »

Scusi Titano l'articolo si intitola

"Scelta del repertorio e costruzione del programma"

"Alcuni consigli utili per la preparazione di un concerto"

quello di cui parla lei credo personalmente che rientri nell'argomento "studio della partitura e concertazione" più o meno approfondita, per cui non inerente alla semplice scelta dei brani e alla stesura di un programma.

Se un maestro non è capace nemmeno di scegliere un programma e strutturarlo con una certa logica come poi si potrà pretendere che lo stesso sia capace di concertarlo al meglio e secondo i vari stili?

la cito
"in fondo c'è sempre del nuovo da tirar fuori (dai capolavori almeno, sicuramente)"

Il nuovo da tirar fuori c'è se la banda e il maestro hanno avuto un percorso evolutivo altrimenti tutto è come prima se non peggio.

E la scelta del repertorio è sicuramente un punto di partenza.


« Ultima modifica: 12 Febbraio 2011, 15:09:04 da The conductor » Registrato
Titano
AD
********
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 508



« Risposta #3 inserito:: 12 Febbraio 2011, 23:14:58 »

Scusi Conductor, proprio perchè si sta parlando di scelta del programma, e non di studio e concertazione, la scelta ha due obiettivi: quello di preparare adeguatamente ad una interpretazione musicale convincente (tecnicamente ed espressivamente compiuta) la banda e i musicisti, secondo le loro capacità, e quello di lanciarli verso un progressivo miglioramento delle stesse capacità.
Questo può avvenire in senso orizzontalmente progressivo, in base alle difficoltà tecniche, ma. dal mio punto di vista, può avvenire ANCHE in senso reticolarmente progressivo, migliorando non solo gli aspetti tecnico-articolativi, ma pure quelli espressivi, dinamici e agogici.
Gli schemi presentati nell'articolo si concentrano con particolare insistenza sul primo aspetto, meno sul secondo. E in questo mi permetto di ravvisare una certa schematicità meccanica.
In parole povere, secondo me una Banda può crescere anche insistendo sulle variabili interpretative entro un metro di difficoltà più costante e non necessariamente progressivo di grado, migliorando espressivamente nell'esecuzione di brani della stessa difficoltà.
E quindi non è necessariamente indispensabile rispettare il disegno delle curve di difficoltà presentate, piuttosto ci si possono dare obiettivi di studio sull'espressione, sulla ricerca, sulla varietà di repertorio. purchè sia congruente con le capacità e stimolante a migliorare, ma con una visione un po' più fantasiosa e larga di una semplice elissi progressiva basata sulle categorie di difficoltà.
Tutto qui. Ma senza particolare perentorietà, intendiamoci, ogni metodo è buono purchè ragionato, solo che se è meccanicistico e chiuso, porta a meccanicità.
« Ultima modifica: 12 Febbraio 2011, 23:18:45 da Titano » Registrato

Rivogliamo Dalle Mulle MirkoMB alla moderazione. E' il nostro "etilometro" di fiducia!
Ugo Maccari
Bandista
***
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 158


WWW
« Risposta #4 inserito:: 13 Febbraio 2011, 01:05:02 »

Sono idee ragionevoli e interessanti.
Mi sembra però che, nel loro sviluppo, sottointendano il disegno un po' meccanicistico che la banda cresce soltanto affrontando brani di difficoltà superiore, e non anche (a volte) perfezionando e sviscerando musicalmente (se musica C'E', in questi brani) pezzi consoni alle potenzialità.
Non si esegue mai allo stesso modo la stessa musica, in fondo c'è sempre del nuovo da tirar fuori (dai capolavori almeno, sicuramente).
Titano
...concordo in pieno...aggiungendo che l'indicazione di una costruzione del concerto che prevede climax decisi a tavolino basati su criteri di pseudo difficoltà è a dir poco "banalizzante"...e ancor più banalizzante è attribuire un grado di difficoltà ad un brano
come se fosse una "parete" da scalare...finisco con lo sposare in pieno la tesi sottointesa del M° Titano: in un programma per prima ed unica cosa ci deve essere "la musica"....il resto...il resto va da se :-)
Registrato
The conductor
Redazione
**********
Scollegato Scollegato

Messaggi: 119


« Risposta #5 inserito:: 13 Febbraio 2011, 10:44:21 »

Per Titano,

pensieri i suoi condivisibili, e assolutamente non mi permetto di metterli in discussione,
ripeto questo voleva essere solo un inizio, e già il fatto di essere in grado di scegliere un brano di difficoltà consona e nell'arrangiamento consono alla propria banda mi sembravano aspetti fondamentali per evitare programmi arrabattati e sentire poi risultati ancora più discutibili.
Che non sia l'unico modo per scegliere il programma, un Maestro (e lo metto con la lettera maiscola) formato e con esperienza dovrebbe saperlo da solo, come giustamente lei dice.
Ci sarebbe talmente tanto da dire su questo argomento, da richiedere non un articolo ma decine, il mio volutamente o meno (e non sto qua a discuterne) si è  soffermato maggiormente su questo aspetto (anche se da una parte mi spiace che non siano passate altre informazioni) per cui benissimo, fate, facciamo, altri articoli sviscerando tutti i vari aspetti, così ognuno poi potrà trarne beneficio, avere una visione più ampia e nello stesso tempo faremo anche opera di divulgazione e di educazione.


Saluti
« Ultima modifica: 13 Febbraio 2011, 10:47:24 da The conductor » Registrato
Titano
AD
********
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 508



« Risposta #6 inserito:: 13 Febbraio 2011, 11:44:40 »

Caro Simone,
Perchè non la si voglia buttare sempre in polemica, vorrei puntualizzare e rimarcare il garbo e la profondità con la quale stiamo dialogando.
Io non ho detto che l'articolo da te pubblicato non contenesse indicazioni utili di metodo, anzi esorto tutti i Maestri (e questo termine va scritto sempre con la maiuscola, per tutti, perchè è bene che tutti vogliano mettere la maiuscola nel proprio lavoro musicale) a tenerne conto tra le informazioni importanti per la propria attività.
D'altra parte, essendovi contenute indicazioni di linea su un aspetto nevralgico e soggettivamente basilare del mestiere di direttore di banda, è giusto mettere in guardia da una eccessiva "sistematicità chiusa", e vedo che Ugo mi ha inteso.
Proprio perchè ci rivolgiamo a Maestri in formazione, e non a personalità formate e dotate di una loro individualità creativa e selettiva autonoma e ben articolata, dobbiamo dare delle "dritte" che non si conformino in "gabbie senza porte d'uscita". Il musicista deve essere un animale libero che (come un generale in battaglia) dal punto più alto del campo guarda tutte le direzioni tattiche da prendere, non un viandante che con uno schemino o un curva segnata su un foglio segue pedissequamente le indicazioni della cartina per arrivare a destinazione, ma non si acccorge della bellezza del paesaggio che gli sta attorno o delle alternative che potrebbe esplorare.
Se parliamo di metodi per il warm up, di costruzione del suono, di metodologia della concertazione, allora appuntiamo tutti gli schemi e le tracce possibili per ottenere piccoli obiettivi, come aggiustare una terza, una quinta e una sesta in arpeggio e/o sovrapposte. Ma se parliamo di REPERTORIO o di PROGRAMMA DA CONCERTO, davvero ci lanciamo in mezzo alla prateria e andiamo all'assalto del cuore della musica, quindi non possiamo esclusivamente parlare di parametri di difficoltà, perdendo di vista tutto il resto, la storia e i capolavori, e rischiando di scambiare il MEZZO con il FINE.
Il mio non è un allarme a vuoto, perchè molti (beh forse solo alcuni) di noi notano che le bande che seguono percorsi virtuosi, partecipano a concorsi, ma soltanto con gli obiettivi meccanici di passare da un grado all'altro (e molte seguono queste linee di percorso), rischiano di perdere di vista IL RESTO (cioè la Musica con la maiuscola). Allora vorrà dire che il problema esiste!
Guarda, Simone, non ce l'ho con te, è che casualmente, ieri ho passato il sabato pomeriggio con due illustri Maestri, a dibattere proprio di queste cose in vista di un Progetto. E' difficile ridurre il tema in un articolo e tanto meno in un Post del Forum. Ma presto speriamo di poterne rendere pubbliche le linee.
Comunque è un piacere finalmente discutere di cose ALTE.
« Ultima modifica: 13 Febbraio 2011, 13:52:08 da Titano » Registrato

Rivogliamo Dalle Mulle MirkoMB alla moderazione. E' il nostro "etilometro" di fiducia!
Alessandra Albo
Redazione
**********
Scollegato Scollegato

Messaggi: 300


« Risposta #7 inserito:: 13 Febbraio 2011, 18:45:19 »

Ciao, Simone.
Invece, a me sfugge il nesso tra la "qualità" e il grado.
Se non ho capito male, tu definisci "di qualità" i brani dal grado 4; come a dire, TUTTI i brani dal grado 4 sono di "qualità" mentre i primi tre gradi non la contemperano.
Io per "qualità" intendo qualità delle strutture musicali. Perchè un grado 1 non può essere di "qualità"?.
E, soprattutto, hai presente quanti brani dal grado 4 in poi sono delle emerite schifezze?
Registrato
Titano
AD
********
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 508



« Risposta #8 inserito:: 13 Febbraio 2011, 20:08:09 »

Alessandra ti prego fermati!
Per tornare alla metafora del campo di battaglia, non è necessario far scendere i carrarmati, per far capire il concetto!!!  Sorriso
Aggiungo solo che mi piace sempre ascoltare capolavori che per grado sono classificabili di bassa difficoltà, eseguiti da complessi di categoria prima o superiore, e quindi musicalmente valorizzati (è tutt'altro che riprovevole lavorare sul "semplice di qualità" per sublimarlo) .
Al contrario, certi prani di grado 4 o 5 o anche 6 sono di qualità veramente dimenticabile.
Al posto di essi, a quando la Sinfonia in sib di Hindemith, o la Music for Prague di Husa (rarissime, ma tutt'altro che inavvcinabili da Bande di categoria adeguata)?
Registrato

Rivogliamo Dalle Mulle MirkoMB alla moderazione. E' il nostro "etilometro" di fiducia!
Alessandra Albo
Redazione
**********
Scollegato Scollegato

Messaggi: 300


« Risposta #9 inserito:: 13 Febbraio 2011, 20:30:24 »

Ste, non credevo di essere apparsa così "battagliera"...sono anche vegetariana, come sai :-)

"A quando Hindemith o Husa"? A presto, spero! ;-)
Registrato
The conductor
Redazione
**********
Scollegato Scollegato

Messaggi: 119


« Risposta #10 inserito:: 14 Febbraio 2011, 08:33:15 »

Salve a tutti

mi fa piacere vedere che in ogni intervento stiano venendo fuori nuovi aspetti, vari spunti, e le varie problematiche, a cui si deve tener conto.
E se ne stiamo parlando allora vuol dire che l'argomento è sentito e assolutamente d'accordo con lei che non si può risolvere in un articolo e con qualche post.




Registrato
adrianotaibi
Bandista
***
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 97



WWW
« Risposta #11 inserito:: 14 Febbraio 2011, 20:01:22 »

Grazie per l'articolo!!!
Registrato
Denis
Redazione
**********
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 1003



WWW
« Risposta #12 inserito:: 14 Febbraio 2011, 20:08:37 »

ho avuto solo ora il tempo per leggere l'articolo.

in larga parte condivido, Simone... così come in parte condivido Stefano e Ale...

bello, mi piace questo clima!!!!

ora lo passo subito ai miei allievi....

Registrato

Pagine: [1]   Vai su
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.16 | SMF © 2006-2009, Simple Machines XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Pagina creata in 0.108 secondi con 19 query.