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MondoBande.it - La banda musicale fa notizia

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Autore Discussione: Il coraggio di chiamarsi BANDA!  (Letto 1180 volte)
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sembro impegnato eh eh


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« Risposta #15 inserito:: 13 Luglio 2011, 15:08:18 »

   ....
    mattone della scuola, di un ambiente con un progetto didattico e di repertorio.
   ....

Concordo .. proprio di questi tempi ci stiamo muovendo in questa direzione!!!!

Scusate ora rispondo O.T.  Occhiolino

In che senso ci sguazzo? Non capisco se è una critica personalmente rivolta o altro...

Stefano mi sembra palese che mi stavo riferendo alla tua opinione sul "mercato dei markettari" .. come già scritto e come sai, concordo in toto con te!! 
Ma volevo puntualizzare il fatto che non sempre l'idea di partenza è ricorrere all'aggiunto..

Quindi nessuna critica di "pirsona pirsonalmente" come direbbe un personaggio di Montalbano..

(poi, scusa, mi conosci per cui sai benissimo che se devo dire qualcosa a qualcuno non uso certo un forum!!!!

lo faccio di pirsona pirsonalmente  Fico )

Mi ritengo uno dei pochi onesti che a novembre aveva confermato la non partecipazione al progetto del semestre successivo perchè rimasto senza lavoro...

non mi sembrava di averti tirato in causa...  Occhiolino

Ok, ma al di là di tutto, non si stava parlando di un singolo esempio ma di una cosa più generale...

Scusa (per l'ennesima volta... segnati sto messaggio perchè non capita spesso..  Ghigno) ma Vox l'ho utilizzata solo per un esempio relativo all'oggetto del post.. non ho la minima intenzione di parlare di altro se non l'argomento del post!!

Chiuso O.T.: e scusatemi tutti ;-)
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Ma chi l'ha detto che una banda deve per forza suonare male?

Luca Pasqua
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« Risposta #16 inserito:: 13 Luglio 2011, 15:52:46 »

Cito da Emilio:

"....che sintonia che feeling potrà mai esserci in un ENSEMBLE (ho usato il parolone) messo su con questo sistema ? ve lo dico io ? ok. ve lo dico io: UNA BENEAMATA F..VA , non ci sarà proprio nessun tipo di rapporto umano , ci saranno solo persone che si guardano in cagnesco attente solo che non venga un altro cane a strappargli l'osso di bocca e pronte a sghignazzare sul repertorio sugli altri componenti della Banda e anche sul Maestro , certo come nò anche sul Maestro , non si salva nessuno in questo SCHIFO di situazione . Come si tocca il conservatorio si diventa per incanto marchettari , per 10/20 euro si lascia la propria Banda di nascita anche in situazioni delicate e critiche , d'un tratto il legame si tronca , il cordone ombellicale si lacera e si strappa e il giovin suonator vola verso CHI LO PAGA convinto di aver già varcato la soglia della gloria eterna . Non è proprio così e molti di questi professorini lo scopriranno a loro spese" .

Questo è vero, purtroppo, ed è vero dappertutto; per quel che ne so è sempre stato così e non solo nelle bande. Nella mia città circolano aneddoti che messi insieme potrebbero diventare un best-seller comico. Il bello è che fino a qualche anno fa questi "markettari" erano anche stimati nell'ambiente. Così stimati che c'era un componente di una banda di mia conoscenza che, con la scusa che aveva la divisa in lavanderia, o che gli stava stretta, andava a fare i concerti con un abito ben diverso da quello degli altri in modo che, negli inervalli, parlando con qualche conoscente si qualificava come "bilancino" nella propria banda dicendo: "Sai, qui mi pagano..."

Con la crisi che c'è non riesco più neppure ad indignarmi se qualcuno manca sempre quando sarebbe opportuno che ci fosse; ieri sera alla prova generale di un nostro gruppo era assente l'intera sezione ottoni; non abbiamo potuto provare l'audio (il nostro intervento è amplificato) ma sapevamo che agli assenti quei pochi soldi che hanno preso ieri sera fanno comodo: ci siamo dati appuntamento per un'ora prima del previsto e la prova audio la faremo stasera prima di suonare.

PS. Anch'io dal lontano 1979 ho tassativamente proibito a chi mi chiamava di provare a pagarmi (e forse per questo mi chiamavano abbastanza spesso), Ora, per partecipare a qualche serata, pago una signora che viene ad assistere mia madre.  Tra un po' non mi potrò più permettere nemmeno questo. Meno male c'è Youtube!

Continuo a chiedermi perchè Luciano Vannucci TALPA O MATUSALEMME che si voglia, non organizzi il suo sapere e la sua narrazione aneddoti in modo da ricavarne un libro. Nell'ambiente sono sicuro diventerebbe un bestseller. Nel caso (a proposito di soldi...) fammi sapere , ti do' una mano per l'editing,dietro giusta spartizione diritti, e non sto scherzando....:-)
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« Risposta #17 inserito:: 14 Luglio 2011, 12:08:12 »

Per Titano:

Sto scrivendo (ora che ho tanto tempo) una storia che raccoglie tante storie vere, accadute, ma devo stare attento perché è passato troppo poco tempo e i personaggi sono riconoscibilissimi. Come quel signore (morto da parecchi anni ma con figli e nipoti ancora nell'ambiente) che prima suonò come "aggiunto" con una banda poi, dopo avere riscosso il suo onorario, in qualità di ispettore della SIAE multò la banda perché non aveva il permesso in regola.
Quando sarò a buon punto mi metterò in contatto per un primo giudizio...

Ciao

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« Risposta #18 inserito:: 14 Luglio 2011, 16:09:40 »

Ottima l'idea del libro , ne prenoto una copia , con dedica .

Qualcuno leggendo i miei post potrebbe chiedersi : ma che fastidio gli da a questo se qualcuno viene pagato per suonare , in fin dei conti è un rapporto che nasce e muore tra privati e privatamente ognuno puo fare quello che crede se rimane nei limiti della legalità .
Bè vista così non fa(rebbe) una piega , ognuno con le proprie risorse puo farci ciò che crede ci mancherebbe . Forse io ho un'idea di Banda ancorata alla genesi di questo tipo di sodalizio , la Banda nasce come espressione della passione di un Popolo , o per meglio dire , di una Comunità per la Musica abbinata ai valori della convivenza e della condivisione . Ci sono Associazioni ultracentenarie (tipo quella del mio Paese) che riportano nei propri statuti l'obbligo dell'impegno a favore della diffusione della Cultura Musicale per l'emancipazione ed il decoro della Comunità . Esistono poi tutta una serie di relazioni di amicizia con Associazioni di Paesi viciniori che si concretizzano con il reciproco aiuto a titolo puramente gratuito : io do una mano a te e te dai una mano a me ed insieme lavoriamo per il raggiungimento di obbiettivi comuni , ed il messaggio che deve passare è appunto quello della solidarietà NON quello della mercificazione . Questo ovviamente rimanendo in ambito puramente amatoriale dilettantistico , se poi si vanno a calcare altri scenari allora bè , forse , la "Musica" può essere diversa .
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« Risposta #19 inserito:: 17 Luglio 2011, 10:41:08 »

E' difficile prendere partito per l'una o l'altra concezione: da una parte ti verrebbe da abbracciare Emilio e condividere il principio sacrosanto della completa gratuità della musica per diletto. E' una questione di "spirito", se vogliamo, e lo SPIRITO non si codifica, non si obbliga, o c'è o non c'è.
Lo spirito di collaborazione tra campanili diversi, comunità diverse (oggi tu suoni da me, domani vengo io a darti una mano).
Lo spirito della riconoscenza di un ragazzo/a, un uomo o una donna che hanno iniziato a suonare le prime note in una banda, nella scuola di musica, per diletto e voglia di crescere e imparare, e portano rispetto e gratitudine verso l'istituzione sociale di volontariato che li ha cresciuti umanamente e culturalmente, ricambiando con il loro tempo gratuito.
Quale altro modo "pulito" esiste per chiedere la gratuità di una prestazione, a persone che (a torto o ragione) sono convinte di avere un talento da offrire in cambio di una paga?
Molti di noi si sono formati in Conservatorio, la Scuola musicale "per eccellenza", l'anti- scuola nel contempo, per individualismo ed esasperata concezione professionistica della musica: studiare per il diploma, diplomarsi per lavorare. Altro che diletto. E chi esce da un Conservatorio come fa a permearsi dello SPIRITO della banda? Vengo a suonare per "tot", ok? Prova Concerto e rimborso auto.
Il serpente è arrivato a leccarsi la coda: da una parte la banda ambiziosa che cambia nome, ora si chiama Wind Orchestra, si inzuppa di "professionisti" ma non sono suoi prodotti, quindi li deve PAGARE, quindi costa, quindi chissà se dura......come e quanto.....
Dall'altra l'urgenza di formare una rete di organismi sociali e di formazione, centri dove i bambini e i giovani entrino nel mondo delle note e in un circolo virtuoso di aggregazione comunitaria. Può chiamarsi Banda, Ensemble Wind Band, Marching Band, Young Band, Giovanni Francesco Graziella o chè.....l'importante è la funzionalità delle scelte nominali al PROGETTO, e se è un vero progetto ha (può avere) robusti anticorpi contro la concorrenza del "caduco soldo".........Speriamolo  Sorriso
L'importante è che "quelli che stanno nei posti che contano" non si illudano di continuare ad avere a che fare con poveracci che si accontentano del panino e del bicchiere di vino dopo la sfilata nel corso, perchè un centro di aggregazione musicale permanente, anche se foraggiato dal volontariato, ha bisogno di continua attenzione dal "pubblico".
No, cari signori lassù, non basta, non basta ancora, anzi è tutto il contrario di quello che pensate, Esimi Onorevoli.....
« Ultima modifica: 17 Luglio 2011, 10:57:39 da Titano » Registrato

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« Risposta #20 inserito:: 28 Agosto 2011, 10:15:46 »

Belle tutte le argomentazioni, mi limito solo a rispondere a Titano partendo dal suo primo post e prendendo come esempio la mia personale e stretta realtà.

Non credo ci sia, o dovrebbe esserci, niente di male nel chiamarsi banda musicale, salvo il fatto che nei secula seculorum si è ritagliato il posto di "accozzaglia di persone che fanno pernacchie con dei cosi musicali", ma che negli ultimi anni, questa definizione mi pare sia chiaro che va sempre più scemandosi.

A settembre nella mia zona (e questa è un'anteprima) prenderanno i lavori per la costruzione di un nuovo gruppo musicale, e abbiamo (io e gli amici che stiamo portando avanti i lavori) intenzione di chiamarla Orchestra Fiati. Ma questo non perchè siamo tutti snob, o pensiamo di suonare meglio dei gruppi bandistici già presenti, ma semplicemente perchè il nostro obiettivo sarà diverso rispetto le attività proposte dalle bande già in corso: processioni e funerali.
noi cammineremo poco e cercheremo di fare molti concerti preferendo come repertorio quello originale per fiati (anche se non mancherà qualche trascrizione o arrangiamente di brani destinate originariamente ad altre formazioni), e altre attività che le bande in zona non fanno...

Ciò non vuol dire che suoneremo meglio di altri (lo vedremo col tempo questo), ma la differenza del nome sta negli obiettivi, e nel rispettare le partiture, in quanto i musicisti suoneranno se previsti  nella formazione dello spartito o meno.

Aloa a tutti
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Giuseppe Scarlata

"Sua Maestà non sa cosa abbia appena suonato la banda, ma non dovrà essere suonata mai più. (Riguardo a "Elektra" di Richard Strauss)
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