“PNRR: Potevamo Non Ripartire? Risuoniamo!” Concerto di Santa Cecilia – Unione Musicale Inverso Pinasca

INVERSO PINASCA (TO) c/o Salone Polivalente, Piazza della Libertà, 1 – Sabato 4 Dicembre 2021, ore 21:00



PNRR: Potevamo Non Ripartire? Risuoniamo!
La musica batte il virus
Concerto di S.Cecilia dell’Unione Musicale Inverso Pinasca
Direttore Riccardo Chiriotto
Sabato 4 dicembre 2021 ore 21:00, Salone Polivalente, Piazza della Libertà 1 – Inverso Pinasca
Presenta Mara Balcet
Ingresso libero sino alla capienza massima dei posti in sala: sarà garantito il distanziamento. Per partecipare è necessario essere in possesso del Green Pass ed indossare la mascherina.

  • Berardo Sbraccia – (Teramo 1858 – New York, USA 1936)
    LA BANDA NASCENTE
  • Louis Panella – (Pittsburgh, USA 1881 – 1940)
    AMERICAN RED CROSS MARCH
  • Karl Jenkins – (Penclawdd, Galles 1944)
    PALLADIO (trascr. Robert Longfield)
  • Johan Sebastian Bach – (Eisenach, Germania 1685 – Lipsia 1750)
    BIST DU BEI MIR, GEH ICH MIT FREUDEN da un’aria di Gottfried Heinrich Stölzel (trasc. Alfred Reed)
  • Davide Delle Cese – (Pontecorvo 1856 – Bitonto 1938)
    INGLESINA
  • Ryan Meeboer – (Ontario, Canada 1980)
    KAALIN’S FLIGHT
  • Chad Taylor – (San Antonio, USA 1989)
    AMAZONIA
  • Jan de Haan – (Nijefurd, Olanda 1951)
    KLEZMERIANA

Torniamo a suonare: l’Unione Musicale Inverso Pinasca può di nuovo fare il suo concerto di Santa Cecilia dopo due anni che ci hanno travolti, sconvolti, piegati se non sopraffatti; di certo cambiati. Come riprendere? Con che tema, con quali brani? Far finta di nulla o provare a riflettere su quanto successo?
Come sempre si trae spunto dagli eventi per intrecciare musica, compositori e storie. Cogliere analogie curiose e celebrare i dovuti omaggi a chi li merita e ricordare chi non è più con noi.
Tre autori italiani le cui fortune musicali sono legate agli USA, tre varianti del virus ed un testo vecchio di tre secoli tristemente attuale: numeri apparentemente banali, fredda contabilità di enormi tragedie personali o base di bellezza estetica. C’è un po’ di tutto questo e molto di tutti noi in quello che suoneremo.
L’apertura è soprattutto un augurio a noi, RI-nascenti e felici di tornare ad esibirci, per poi ringraziare il personale sanitario con la marcia dedicata alla Croce Rossa Americana al termine della Prima Guerra Mondiale in omaggio a quei medici ed infermieri. I numeri hanno mostrato il loro lato sgradevole, ma con Palladio scopriamo quanto possono anche essere base di bellezza ed armonie durature.
Chi non è più tra noi spesso ha lasciato i suoi cari senza nemmeno poterne avere il conforto, solo ed isolato: ne parla questa aria settecentesca, su di un tema musicale evocativo e struggente, reso in maniera magistrale dalla trascrizione di un grande della musica per fiati di cui ricorre il centenario dalla nascita.
Quando sembrava che le cose potessero migliorare è giunta la doccia fredda delle varianti: indicate dapprima a seconda della nazione in cui le si è scoperte, poi indicate con lettere dell’alfabeto greco per non “dare la colpa” ad inglesi, indiani e brasiliani; lo spunto per suonare tre brani ispirati a questi tre Paesi è irresistibile, iniziando da uno dei grandi classici della letteratura bandistica come Inglesina. Segue un brano che trae il titolo dalla parola Indi per il tappeto volante, mito che associamo in genere alla cultura araba ma presente anche in India per poi andare nelle Foreste Pluviali i cui ostinati ritmici vengono efficacemente presentati in Amazonia.
Per chiudere la cultura musicale del Paese che prima di tutti ha puntato sui vaccini per uscire dal buio e poter guardare al futuro. Quel futuro cui anche l’Unione Musicale guarda oggi: fanno il loro primo concerto alcuni degli allievi dei Corsi Musicali, nuova linfa per un’associazione che si avvicina ai suoi primi 75 anni.
(R. Chiriotto)

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